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Perché il Milan ha deciso di puntare su Meitè

Per rimpolpare la mediana il Milan ha deciso di puntare su Souahilo Meitè, centrocampista in uscita dal Torino

Souahilo Meitè sarà probabilmente il primo rinforzo del mercato invernale del Milan. Le voci si inseguono da giorni e, il fatto che il francese sia stato mandato in tribuna in occasione del match giocato a San Siro, è solo un ulteriore indizio che aiuta a unire tutti i puntini della trattativa. Meitè lascerà il Torino dopo due stagioni e mezza, vissute tra molti bassi e pochissimi – tendenti allo zero – alti.

Eppure il Milan ha deciso di puntarci su. Certo, come piano B, perché l’obiettivo principale – l’interessantissimo classe 2001 Emmanuel Kouadio Koné – alla fine non lascerà il Tolosa o, se lo farà, sarà per sbarcare in Bundesliga. Ci si accontenta, quindi, di un centrocampista di ripiego, dalle grosse potenzialità che però, al momento, parrebbero essersi perse in mezzo alla folta capigliatura afro del talentuoso ex Monaco.

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Fonte immagine: @soualihomeite (Twitter)

Meitè – Torino, un amore mai sbocciato

Battute a parte, se chiedete a un qualsiasi tifoso del Torino del perché Meitè non abbia mai sfondato definitivamente, probabilmente l’unica risposta che vi sentirete dare è: “Gli manca la testa”. Questione di mentalità, quindi, e anche di un contesto che in realtà non ha mai valorizzato un calciatore con le sue caratteristiche mentali. Meitè, infatti, è un ragazzo che per rendere va continuamente pungolato.

In questo, Mazzarri ha fallito e Giampaolo, dopo un inizio incoraggiante, ha deciso di non continuare verso quella direzione. Probabilmente la società aveva deciso di piazzarlo, così l’ex allenatore della Sampdoria ha pensato che forse sarebbe stato meglio puntare su altri profili. In mezzo, però, qualche scintilla Meitè l’ha scoccata con Moreno Longo.

Il traghettatore Longo, quello che – in una situazione disperata – si prese la briga di accettare il Torino e portare la sua squadra del cuore alla salvezza. Sarà stato per i ritmi bassi post lockdown o per un effettivo lavoro psicologico sul ragazzo, fatto sta che – per un breve tempo – con Longo abbiamo visto forse il miglior Meitè in epoca granata.

 

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Gli inizi incoraggianti e la discesa

Arrivato a Torino all’interno dell’operazione che ha portato Barreca al Monaco, Meitè ha avuto un’impennata di prestazioni all’inizio – in molti ricorderanno le belle reti segnate contro Inter e Udinese – per poi sprofondare sempre più verso la mediocrità. I tifosi del Torino non lo hanno forse mai capito interamente, d’altro canto anche lui ci ha messo del suo per non farsi amare.

Il suo caracollare in campo ha innervosito l’ambiente anche durante la miglior stagione dell’era Cairo. Con Mazzarri, a un certo punto, Meité giocava per mancanza di alternative. La scorsa stagione, complice il disastro tecnico figlio di una gestione societaria scellerata, invece è affondato, riprendendosi parzialmente da giugno in poi.

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Fonte immagine: @soualihomeite (Twitter)

Meitè al Milan: inserimento e ruolo

Troppo poco per ricucire il rapporto con l’ambiente. Secondo le voci riportate dalla stampa, il suo trasferimento al Milan sarebbe inizialmente in prestito oneroso in cambio di 1 milione di euro, con un riscatto fissato a circa 10 milioni. Il Torino puntella il bilancio, i rossoneri si prendono un calciatore che, cambiando ambiente e contesto, potrebbe finalmente cominciare a rendere.

Detto ciò, non è detto che i due anni e mezzo negativi al Toro siano figli solo ed esclusivamente dell’approccio e dell’attitudine di Meitè. Infatti, il francese arrivava come centrocampista centrale ma, a parte rari casi, in granata ha sempre giocato da mezzala. Probabilmente in una mediana a due renderà meglio, affiancato da un profilo più difensivo, in grado di correre e recuperare palloni per due.

In tal senso, come testimonia il suo storico, nel Torino Meité ha un po’ giocato ovunque, senza però mai calarsi in pieno nell’abito tattico studiato dagli allenatori che lo hanno avuto a disposizione. Il Milan potrà utilizzarlo come ricambio a uno dei centrocampisti titolari, magari anche partita in corso, limitando quelle amnesie che spesso, a causa di una velocità d’esecuzione poco sviluppata, lo hanno portato a compiere errori marchiani.

Difficile dire se la scommessa sarà o meno vincente: di certo, a certe cifre, Meitè può essere un affare, soprattutto se lo contestualizziamo in un progetto tecnico superiore, differente, più organizzato e meno labile rispetto al Torino attuale.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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