Maccabi, mezza squadra a digiuno contro la Juve: cos’è lo Yom Kippur

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Il Maccabi Haifa si presenta questa sera alla sfida contro la Juventus in Champions League con molti giocatori a digiuno per lo Yom Kippur: di cosa si tratta?

Non è una novità, ma potrebbe rivelarsi un piccolo vantaggio per la Juventus, che stasera deve assolutamente vincere se vuole mantenere vivo il sogno di accedere agli ottavi di Champions League: in campo contro i bianconeri ci sarà infatti una squadra con diversi elementi che arriveranno in campo praticamente a digiuno.

Si tratta dello Yom Kippur, una tradizione ebraica che quest’anno cade proprio in concomitanza con questa sfida di Champions League, e che quindi potrebbe complicare un poco le cose per la squadra di Barak Bakhar, dato che ben 21 giocatori su 27 totali della rosa sono israeliani e, quindi, dovrebbero rispettare il digiuno.

Maccabi Haifa a digiuno: cos’è lo Yom Kippur

Lo Yom Kippur è una celebrazione rituale ebraica che trova il proprio fondamento nella Torah, il libro sacro della religione ebraica, e consiste in un digiuno annuale, molto simili come concetto al Ramadan musulmano. La sua particolarità, oltre a non avere una data fissa, è che dura 24 ore piene, andando dalla sera di un giorno fino a quella del giorno successivo (letteralmente, fino allo spuntare delle prime stelle).

La tradizione vuole che lo Yom Kippur cominci al crepuscolo del decimo giorno del mese di Tishri, che a causa della differente ripartizione dell’anno nella cultura ebraica fa sì che non abbia una data fissa nel nostro calendario. Nel 2022, questa ricorrenza cade appunto dalla notte del 4 ottobre a quella del 5 ottobre.

Maccabi Haifa e lo Yom Kippur: quali conseguenze?

Quindi, i giocatori del Maccabi Haifa si presenteranno questa sera in campo a Torino a digiuno o quasi da 24 ore, con la possibilità di mangiare qualcosa giusto prima dell’inizio della partita, fissata alle ore 21.00, dato che il tramonto è arrivato intorno alle 19.00 ora italiana.

Ovviamente, il precetto vale per i giocatori di religione ebraica, quindi grossomodo i giocatori israeliani del Maccabi (non necessariamente tutti, comunque: il fatto di avere la cittadinanza israeliana non implica di seguire la religione ebraica). Di sicuro, dovrebbero esserne esentati i sei elementi stranieri della squadra: Abdoulaye Seck, Dylan Batubinsika, Pierre Cornud, Daniel Sundgren, Tjaronn Chery e Frantzdy Pierrot.

Il match di Youth League è stato anticipato a ieri sera proprio per evitare di giocarlo oggi, ma la stessa cosa non è stata possibile per la sfida tra le squadre maggiori. Dato che lo Yom Kippur prevede l’astinenza dall’attività lavorativa, oggi la squadra non si è allenata né ha tenuto riunioni tecniche, ma l’allenatore Bakhar ha precisato: “In ogni caso chi scenderà in campo sarà pronto, abbiamo una rosa ampia e potrò fare conto sugli stranieri, che non seguono la religione ebraica”.

Il Maccabi Haifa conosceva questa problematica da tempo, quindi è facile immaginare che i nutrizionisti e i preparatori della squadra abbiano stilato un programma per risolverla e permettere ai giocatori di scendere in campo nelle migliori condizioni. Anche perché il rischio è di dover fare a meno di elementi fondamentali come il capitano Neta Lavi e l’ala destra e bomber Omer Atzili.