Chi è Lilian Thuram, padre di Marcus obiettivo dell’Inter

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Lilian Thuram è il padre di Marcus obiettivo dell’Inter. Scopriamo chi è il difensore ex Parma e Juventus, campione del mondo con la Francia nel 1998.

Una coppia da record, quella composta da Lilian e Marcus Thuram. Insieme, padre e figlio hanno stabilito un record difficilmente battibile, visto che entrambi hanno giocato una finale del Mondiale con la maglia dei Bleus. Ma chi è il padre dell’attaccante 25enne del Borussia Monchengladbach, in questi giorni discusso in quanto obiettivo di mercato dell’Inter?

Lilian Thuram in Italia

Classe 1972, Thuram padre è stato uno dei difensori più forti della sua epoca, a cavallo tra i due millenni. Capace di giocare a destra o al centro indifferentemente in una retroguardia a tre o a quattro, è esploso al Monaco, dove giovava assieme ad altri mostri sacri del calibro di Henry, Djorkaeff, Trezeguet e Weah.

Nel 1996 il trasferimento al Parma, città dove sarebbe poi nato suo figlio Marcus, per 10.5 miliardi di lire (circa 5.5 milioni di euro al cambio), dove diventa immediatamente uno dei giocatori più importanti a disposizione di Carlo Ancelotti. Con lui, a formare una difesa di livello assoluto c’è, per fare un nome, Fabio Cannavaro, e in porta Gigi Buffon.

Nel 1998-99 la stagione capolavoro. In panchina al Parma ora c’è Malesani, che sceglie una difesa a tre con al centro Sensini e ai lati i due dioscuri: Thuram, appunto, e Fabio Cannavaro. Arrivano le vittorie in Coppa Uefa e in Coppa Italia, ma al contempo cominciano gli scricchiolii societari, che costringono il club emiliano a smantellare.

Questo succede nel 2001, quando Thuram assieme a Buffon in una maxi-operazione sull’asse Parma-Torino finisce alla Juventus. I bianconeri hanno appena ceduto Zidane al Real Madrid per la cifra record dell’epoca di 160 miliardi di lire, e ne reinvestono subito 70 per il difensore francese.

Arriva un quinquennio in cui Lilian Thuram con la Juve conquista due scudetti sul campo più altri due revocati dopo lo scandalo Calciopoli. Nel 2006 i bianconeri vengono quindi retrocessi d’ufficio in Serie B, e lui decide di andare al Barcellona, dove però è solo il lontano parente del grande difensore che era stato. In Spagna vince comunque una Supercoppa nazionale, e nel 2008 avviene il ritiro definitivo.

Lilian Thuram con la Francia

Non altissimo, ma agile e scattante: un vero portento fisico. Lilian Thuram con la nazionale francese ha vinto tutto nei dodici anni di militanza. Entrato in pianta stabile tra i Bleus nel 1994, dopo la fallimentare non-qualificazione al Mondiale di Usa ’94, nella mente dei tifosi dell’Equipe de France sarà sempre la semifinale dell’edizione in casa della coppa, nel 1998.

Mai stato un difensore prolifico, Thuram. Lui i gol preferiva salvarli o comunque impedirli. Quasi sempre le squadre dove ha giocato il nativo di Pointe-a-Pitre, nella Guadalupa, sono state le meno perforati dei campionati dove partecipavano. Gol in carriera nei club, appena 13, e solo 2 in nazionale in 142 presenze (leader di ogni epoca per i match giocati).

Due comunque di un certo peso, visto che servirono ai Bleus per sconfiggere la Croazia in semifinale a Saint-Denis nella semifinale di Francia ’98. Una partita che sembrava mettersi male per i padroni di casa, bucati da Suker a inizio ripresa (fuorigioco fatto male proprio da Lilian Thuram nell’occasione) e con Boban e compagni decisi a completare una delle più grandi sorprese nella storia del Mondiale.

Invece, come spinto da una sorta di forza del destino, quella sera Thuram segnò addirittura due volte. La prima in percussione offensiva, 30 secondi dopo il gol di Suker, rubando palla in pressing a Boban e concludendo sull’uscita del portiere. La seconda con un fenomenale sinistro a giro, anche qua dopo aver rubato palla a un croato al limite dell’area.

Lilian Thuram che in quella squadra giocava terzino destro, visto che la coppia centrale era formata da Laurent Blanc e Marcel Desailly. Stessa posizione occupata nel 2000, quando la Francia vincerà l’Europeo a spese dell’Italia, mentre nel 2006 nel Mondiale in cui invece i Bleus persero contro gli Azzurri si era già spostato al centro della difesa. A conferma di una duttilità straordinaria e con pochi eguali. Molto impegnato politicamente, è ora “papà d’arte” di Marcus Thuram, obiettivo di mercato dell’Inter e attaccante della nazionale francese.