A cosa è dovuto il rosso record della Juventus

La Juventus conferma un passivo di bilancio record: 254,3 milioni di euro. A cosa è dovuto e quali conseguenze avrà sul club bianconero? Proviamo a spiegare.

Per quanto fossero previsti, i numeri ufficiali del bilancio della Juventus non possono non far suonare un campanello d’allarme: 254,3 milioni di euro di perdite, la cifra negativa peggiore della storia del club bianconero, nonché il quinto esercizio consecutivo a registrare un rosso.

Numeri che ancora non ha conseguenze sul campo, dove comunque c’è poco da gioire, ma che potrebbero averne nel prossimo futuro, specialmente nel malaugurato caso in cui la Juventus non dovesse riuscire a ottenere la qualificazione alla prossima Champions League. La situazione economica attuale, quindi, pone già ulteriori pressioni sulla panchina di Allegri, che già non sta vivendo un momento facile, con le frequenti voci sull’esonero incombente.

In questo momento, ai tifosi interessa ovviamente capire da dove nasca questo pesante passivo di bilancio, che si trascina da anni e che è andato via via peggiorando, fino a raggiungere una cifra così ingombrante. Proviamo allora a spiegare in poche ma esaustive parole come si è originato questo problema.

Da dove arriva il rosso di bilancio della Juventus

Il primo bilancio negativo dei bianconeri è stato quello della stagione 2017/2018, quando i conti del club avevano fatto registrare un ammanco di “soli” 19 milioni di euro. La stagione precedente, per fare un raffronto, era stato registrato un attivo di 42,6 milioni: cosa è successo da quel momento in avanti?

Come spiegato dal sito specializzato Sport Business Management, quell’ammanco marginale era stato causato da un errore di valutazione rispetto agli obiettivi stagionali: la Juventus aveva preventivato di raggiungere almeno le semifinali di Champions League (l’anno prima era stata finalista), ma l’incrocio col Real Madrid ai quarti aveva costretto i bianconeri a un’uscita anticipata dalla competizione.

Dalla stagione successiva, ai risultati che vanno in calando (la semifinali di Champions non sono piùà state raggiunte, e dal 2020 non è stato più vinto il campionato di Serie A) si sono aggiunti ulteriori problemi dovuti al mercato. Primo su tutti l’arrivo di Cristiano Ronaldo, il cui cartellino è costato 100 milioni di euro, ma il suo costo complessivo a bilancio, calcolato al momento dell’addio, è stato stimato a 350 milioni, provocando una perdita pari a 14 milioni complessivi.

Ma Ronaldo non è stato l’unico acquisto economicamente di alto profilo siglato dal club in questo periodo. Dobbiamo ricordare anche Vlahovic (80 milioni), De Ligt (75), Chiesa (60), Bonucci (35), Cancelo e Douglas Costa (40 a testa), Danilo e Locatelli (37 a testa), solo per citare i più noti. Queste spese non sono state adeguatamente coperte dalle cessioni, soprattutto nelle stagioni più recenti, andando a pesare a loro volta sui conti.

Osservando lo storico dei bilanci della Juventus, si nota senza difficoltàche il vero balzo del passivo si ha nella stagione 2020/2021, quando si passa dai -90 milioni del precedente esercizio a -210. Chiaramente, questo aggravarsi della situazione è stato causato dall’impatto della pandemia, i cui effetti si fanno ancora sentire: i ricavi dallo stadio, pur essendo tornati a salire, da 8 a 32 milioni, sono ancora lontani dai livelli pre-Covid (74 milioni nel 2018/2019). Per contro, la pandemia aveva portato a rinegoziazioni contrattuali con i giocatori, che avevano attutito la gravità della crisi: ora che quei tagli sono venuti meno, le spese per i salari sono tornate regolari, e quindi sono cresciute rispetto a prima.

Quali conseguenze avranno le perdite sulla Juventus

Il 28 ottobre si terrà l’assemblea dei soci, chiamata ad approvare il bilancio 2021/2022, e sicuramente si discuterà di come fronteggiare questa crisi finanziaria. Il raggiungimento di importanti risultati sportivi, come la qualificazione alla prossima Champions League (risultato minimo) alla conquista di qualche trofeo, sarà ovviamente fondamentale, e coinvolgerà anche riflessioni sul futuro di Allegri. A conti fatti, sarebbe economicamente peggio fallire l’approdo in Champions che licenziarlo e assumere un nuovo tecnico al suo posto.

Tuttavia, una nota del club allegata alla pubblicazione del bilancio mette in evidenza come la situazione sia forse meno preoccupante di quanto non si direbbe: per la stagione in corso, cioè quella 2022/2023, la Juventus prevede “un risultato in sensibile miglioramento“.