Juve Bologna l’audio rivela tutto: cosa si sono detti Di Bello e il Var

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Juventus Bologna Ndoye atterrato: perché era calcio di rigore
Fonte: Google Immagini

Juve Bologna, a distanza di alcuni giorni, fa discutere cosa si sono detti il Var e l’arbitro Di Bello. Rocchi non ammette più scuse.

A pochi giri di lancette dalla terza giornata di Serie A, le polemiche sul precedente turno, e in particolare sul rigore non dato al Bologna contro la Juventus per il contatto in area di rigore tra Samuel Iling Junior e Dan Ndoye dall’arbitro Marco Di Bello e neanche ricontrollato in sala Var da Francesco Fourneau, non smettono di far rumore. Specialmente ora che da Coverciano sono arrivati gli audio della conversazione tra i due fischietti del nostro campionato.

“Un attimo. Buono. Fammi vedere un’altra prospettiva. Okay. Questa questa. Per me no (rigore, ndr). Check completato”, hanno Var e Avar (Luigi Nasca) al direttore di gara della sfida dell’Allianz Arena commettendo, di fatto, un errore, come ha sottolineato anche il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che però ha tenuto anche a difendere i suoi arbitri prendendosi parte della responsabilità di quello che è successo tra Juventus e Bologna.

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Cosa ha detto Rocchi su Juventus-Bologna e cosa ha deciso per Di Bello

Non avremo mai la dimostrazione pratica che concedendo il rigore ai felsinei la partita tra la squadra di Massimiliano Allegri e quella di Thiago Motta (di certo il più arrabbiato per l’errore commesso dal trio Di Bello-Fourneau-Vasca) sarebbe finita in maniera diversa, anche se il risultato si sarebbe indirizzato in maniera quasi fatale per Madama – e quindi la Juventus non sarebbe riuscita comunque a pareggiare lo doppio svantaggio -, di sicuro c’è che anche per Rocchi, stimato arbitro internazionale quando ancora calcava i campi di calcio, ci doveva essere meno superficialità nel rivedere il contatto tra il giovanissimo bianconero e l’attaccante rossoblù.

“È rigore solare, ai miei ragazzi non l’ho fatto nemmeno vedere – ha detto Rocchi, secondo quanto riporta dalla Gazzetta dello Sport -. Di Bello non ha visto che le posizioni erano diverse e ha sbagliato. E a livello di regolamento era giallo, non rosso”. L’errore, però, ha spiegato, è umano, e oltre a essere dei tre fischietti impegnati nella partita di Torino, è anche il suo, perché è lui che li ha mandato in Piemonte per dirigere la gara della seconda giornata tra Juventus e Bologna.

E quindi la reprimenda: “Vedo un atteggiamento che non mi piace. Noi siamo consci di quando commettiamo l’errore e ne siamo anche dispiaciuti, ne faremo altri, nessuno è infallibile. Ma non possiamo fare notizia solo sugli errori, non è tutto. Criticate me, ho le spalle larghe”.

Quanto a che ne sarà di Di Bello, che si diceva sarebbe stato fermato per due mesi, il designatore arbitrale ha spiegato che si farà uno-due turni di stop e poi ripartirà da dove si era fermato. Anche perché gli altri due episodi contestati, ovvero il contatto tra Nikola Moro e Federico Chiesa non è da rigore, e il braccio di John Lucumì sul cross di Timothy Weah è in appoggio, quindi non punibile, sono stati letti bene dall’arbitro di Brindisi.

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