Nuovo oriundo per l’Italia? I 5 precedenti di successo

Un nuovo oriundo per la Nazionale? I precedenti fanno senza alcun dubbio ben sperare. ecco quali sono.

Un’apertura verso il futuro, ma che in realtà fa inevitabilmente pensare al passato e aprire il cassetto dei ricordi. Ibanez, in un’intervista rilasciata ai microfoni de Il Corriere dello Sport, ha infatti ammesso di attendere una chiamata dall’Italia di Roberto Mancini. “Ho il vostro passaporto. E poi là troverei il mio grande amico Toloi“, ha detto il difensore della Roma. Brasiliano, ma di origini uruguaiane da parte di mamma, il centrale giallorosso non può che aspettare una chiamata importante, ma intanto strizza l’occhio agli azzurri campioni d’Europa.

Ed ecco che il pensiero non può non andare a tutti gli oriundi che hanno indossato la maglia dell’Italia negli scorsi anni. I precedenti fanno sorridere, in quanto si è trattato di giocatori che, a loro modo, hanno fatto la storia. Da Cesarini a Jorginho: da raccontare c’è davvero tantissimo.

Oriundi Italia, da Cesarini a Jorginho: in quanti prima di ibanez

Il primo a venire non può non essere Renato Cesarini, colui che ha ispirato la nota zona Cesarini. Nato a Senigallia nel 1906, prende però poi la cittadinanza argentina a seguito dell’emigrazione della famiglia a Buenos Aires. Nel 1929 fa comunque il suo ritorno in Italia, dove vince 5 Scudetti con la Juventus. A entrare ancor di più nella storia è stato però Omar Sivori. Costretto a lasciare l’Argentina, in quanto non si poteva esser convocati se si giocava in un club estero, la sua avventura con l’Italia è caratterizzata da 8 reti in 9 presenze, di cui 4 segnati ad Israele nel 1961. A meritare di esser citato è senza dubbio Mauro German Camoranesi, protagonista nella cavalcata trionfale ai Mondiali del 2006 in terra tedesca. Una vittoria che fa passare in secondo piano e dimenticare il disastro del 2010, ma anche i cue Europei. A oggi è lui l’oriundo con più presenze in maglia azzurra, ossia ben 55.

Continuando ad avvicinarsi ai giorni, una citazione merita anche Eder. Il motivo è inevitabilmente la sua partecipazione agli Europei del 2016, dove è stato assoluto protagonista, anche per quel suo gol decisivo nella sfida contro la Svezia. che ha permesso il passaggio agli ottavi di finale.

Ultimo, ma non meno importante, è il fulcro dell’attuale squadra di Roberto Mancini, ossia Jorginho. Nato in Brasile nel 1991, da una famiglia di origine veneta, la sua ascesa è cominciata al al Verona, dove è arrivato nel 2007. Napoli prima e Chelsea poi hanno sancito la sua consacrazione. Il suo esordio in azzurro è datato 2016, ma è stato l’attuale ct a darli fiducia e a consegnargli le chiavi del centrocampo. Il suo obiettivo non può non essere che quello di superare Camoranesi nelle presenze. Insomma, Ibanez ha davvero dei precedenti positivi a cui aggrapparsi. Perché con gli oriundi l’Italia c’ha, in un certo senso, fatto e scritto davvero la storia.