Gabbiadini in Nazionale, ma in Serie A fa mezz’ora a partita

Gabbiadini convocato nella Nazionale dell’Italia, date le assenze tra gli Azzurri. Eppure in Serie A non gioca praticamente mai. Perché Mancini lo ha scelto?

Brutte notizie per l’Italia di Roberto Mancini, che nei prossimi giorni deve vedersela con l’Inghilterra e l’Ungheria per le ultime due sfide di Nations League, e si ritrova a perdere per infortunio anche Politano e Pellegrini. Al loro posto il ct ha chiamato Esposito della Spal e, con non poca sopresa di tutti, Manolo Gabbiadini della Sampdoria.

Sorpresa dovuta al fatto che il 30enne attaccante ex-Napoli e Southampton è, di fatto, una riserva nella squadra ultima in classifica in Serie A. Gabbiadini ha infatti giocato appena 127 minuti in 5 partite, segnando un gol alla Lazio ma soprattutto senza mai restare in campo più di 31 minuti consecutivi. I tifosi non possono che domandarsi, a questo punto, se non ci fossero altre opzioni in attacco per la Nazionale.

Gabbiadini in Nazionale: i motivi della scelta di Mancini

Tra i 29 convocati dal ct Mancini per le prossime sfide di Nations League, figurano ben otto attaccanti: oltre a Gabbiadini troviamo Raspadori, Scamacca, Zerbin, Immobile, Cancellieri, Gnonto e Grifo.

L’allenatore degli Azzurri, per sostituire Politano, ha scelto di andare logicamente in cerca di una punta esterna (anche se negli ultimi anni Gabbiadini ha giocato più spesso come punta centrale o seconda punta, il suo ruolo in origine è quello dell’ala), e ha scelto di scartare a priori Insigne e Bernardeschi, trasferitisi a giocare in Canada.

Non potendo nemmeno contare sugli infortunati El Shaarawy e Chiesa, la scelta di Mancini è ricaduta su Gabbiadini, evidentemente mettendo da parte altri giocatori che per il ct italiano non sono adatti alla sua squadra. Il pensiero corre soprattutto a Zaniolo della Roma, lasciato ancora una volta fuori, ma anche al laziale Zaccagni.

In passato, Mancini ha dimostrato di saper fare scelte coraggiose, andando a pescare giocatori poco quotati e che poi hanno fatto buonissima impressione (Gnonto e Zerbin, per dire). Eppure, in questo caso l’allenatore dell’Italia ha probabilmente riflettutto sul fatto di aver bisogno di elementi di maggiore esperienza e affidabilità, date le due sfide delicate che aspettano la sua squadra.