Emiliano Martinez, ora ci si potrebbe anche fermare

emiliano martinez argentina
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Emiliano Martinez, ora che il Mondiale è finito e che i bilanci sono stati fatti in ogni maniera possibile potremmo anche dire basta con le notizie, vere o presunte, sul portiere argentino. 

Lievissimo caso di sovraesposizione mediatica dopo un traguardo oggettivo e meritato, adesso però evitiamo di esagerare. Dibu Martinez è diventato, suo malgrado, il vero protagonista della cronaca sportiva post finale di Qatar 2022. Ma il calcio va avanti.

Emiliano Martinez, fenomeno “Dibu”

Anche noi ne abbiamo parlato, di questo personaggio. Uno di cui fino a due settimane fa erano a conoscenza solo i maggiori appassionati di calcio internazionale, soprattutto sudamericano. Portiere dell’Aston Villa, salito abbastanza tardi alla ribalta, famoso per il suo “trash talking” durante i calci di rigore e per essere figlio di una famiglia non esattamente ricca, col padre scaricatore di porto a Mar del Plata.

El Dibu, in poche parole. Uno che in nazionale si trasforma, capace in pochi anni di diventare un simbolo dell’Albiceleste scavalcando nelle gerarchie sia Armani che Rulli, gente che coi club (River Plate e Villarreal) ha vinto qualcosina, ecco, ma che non aveva evidentemente quel quid in più che tanto piaceva a Scaloni.

E noi siamo stati qui a celebrare giustamente la favola di Emiliano Martinez, protagonista ai mondiali sia con l’Olanda ai quarti di finale che con la Francia in finale, con la parata su Kolo Muani all’ultimo minuto dei tempi supplementari valsa come un gol segnato e rimarrà per sempre nel cuore dei tifosi argentini.

Da lì in avanti è iniziato una sorta di cortocircuito mediatico, naturalmente a puntate come si conviene in questi casi. Un po’ oggi, un po’ domani, e teniamoci una chicca ulteriore per non bruciarla anche se forse il personaggio è già bruciato.

Emiliano Martinez esultanza frasi

Tutto è iniziato con l’esultanza un po’ colorita sul podio dopo la finale, ma che lì per lì è sembrato anche uno sfogo dopo tanta tensione. Chi non si è mai lasciato andare, se ha praticato qualche sport, al termine di una vittoria arrivata sul filo del rasoio?

Critiche un po’ troppo bacchettone a Emiliano Martinez ne abbiamo viste, della serie “ma fatevi un po’ gli affari vostri”, subito pareggiate da chi invece ha dato ragione a Martinez solo per essere un bastian contrario. E già lì un po’ di pesantezza ha cominciato a salire.

Il problema è che da domenica in poi non si è fatto che parlare quasi solo del Dibu, e di ciò che ha provocato negli avversari o negli spettatori. Il suo portare una caricatura di Mbappé durante i festeggiamenti a Buenos Aires è stato più commentato dei disastri lasciati dai tifosi argentini, per dire.

Ma poi perché portare una caricatura di Mbappé, che gli aveva segnato tre gol, due dei quali proprio su rigore? Anzi, quattro gol contando il penalty tirato durante la lotteria risolutiva, il primo della serie. Un po’ fuori luogo è parso più quel gesto, che non l’esultanza colorita sul podio.

Emiliano Martinez così si è attirato la nomea del nemico pubblico numero uno e ciascuno tra quelli che si è sentito più o meno tirare in ballo ha voluto dire la sua, come Adil Rami, difensore campione del mondo quattro anni fa e attualmente al Troyes: “Il Dibu è la peggior merda del pianeta”.

C’era un motivo per dare risalto alle parole di Rami? Chissà, magari no. Ci ha messo del suo ancora oggi Emiliano Martinez spiegando che secondo lui durante la lotteria dei rigori “Tchouameni se l’è fatta addosso”, e infatti aveva sbagliato.

Può essere, è vero. Saranno anche problemi di Tchouameni, però. Il Mondiale in compenso è finito e si è già tornato a giocare. El Dibu però non ancora, l’Aston Villa ha già comunicato che a Santo Stefano per il Boxing Day il portiere argentino non sarà presente.

Parlare di calcio e non di stupidate, che parli il campo. Rimpiangendo in parte il comportamento di altri grandi numeri uno del passato, campioni del mondo ma un po’ più silenziosi.