È vero che Donnarumma non è bravo coi piedi?

Donnarumma è di nuovo sotto accusa per un errore nel gioco coi piedi, ormai un requisito fondamentale per i portieri moderni. Ma davvero ha questo problema?

Ma quando mi è capitato? Col Real Madrid? Col fallo? Ma per favore. Se ti riferisci a quell’episodio, ti dico che era fallo. Se poi non volete che sia così, allora diciamo che è colpa di Donnarumma”. Ha risposto così, martedì sera subito dopo la pesante sconfitta in Germania in Nations League, il portiere dell’Italia Gianluigi Donnarumma alla giornalista Rai Tiziana Alla, che aveva messo in luce che quello che ha portato al gol di Werner non fosse il suo primo errore coi piedi.

Una risposta che ha subito generato una forte polemica, che si aggiunge alla delusione per la brutta sconfitta degli Azzurri e fa pensare che il percorso di rinascita dopo il flop delle qualificazioni ai Mondiali del Qatar non sia ancora veramente iniziato. Ma le parole dell’estremo difensore del PSG sottolineano anche un evidente fastidio di Donnarumma nell’affrontare il tema del suo gioco coi piedi, per il quale è da tempo sotto accusa.

Gli errori di Donnarumma nel gioco coi piedi

In risposta ad Alla, Donnarumma ha citato polemicamente l’errore contro il Real Madrid in Champions League, secondo molti viziato da un fallo sul portiere dei parigini, e quindi non un vero errore. Ma in verità i problemi coi piedi del numero 1 dell’Italia non si limitano a quell’episodio, e sono anzi piuttosto noti.

Il giornalista Giuseppe Pastore, subito dopo lo scontro del post-partita ai microfoni Rai, ha ricordato su Twitter altri tre casi simili avvenuti in Nazionale: contro la Svizzera, contro l’Irlanda del Nord e contro l’Inghilterra. Nessuno di questi ha portato a un gol avversario, come avvenuto contro Real Madrid e Germania, ma sempre di errori si tratta. Qualche mese fa, Alessandro Bianchi di MilanLive ne metteva in elenco altri commessi con la maglia rossonera: contro il Pescara nel 2017, e contro la Sampdoria nel 2019.

Che il gioco coi piedi sia storicamene il suo grosso punto debole è cosa talmente nota che già agli inizi della sua carriera se ne discuteva (anche se, va detto, che Donnarumma era titolare nel Milan in Serie A a 16 anni, in un’età in cui la maggior parte dei calciatori si sta ancora formando). Ottimisticamente, comunque, nell’ottobre 2018 Federico Principi scriveva sull’Ultimo Uomo che l’estremo difensore azzurro stava migliorando sotto questo punto di vista.

Già quattro anni fa, Principi sottolineava come l’allora portiere del Milan disponesse di un’ottima visione di gioco, non supportata però dalla precisione e soprattutto dalla “esperienza nella gestione del pallone sotto pressione”. Che è esattamente il problema che si è palesato contro la Germania martedì sera, quando trovatosi con l’avversario molto vicino, Donnarumma ha cercato un difficile passaggio verticale invece di appoggiare alla sua sinistra su Bastoni.

Tuttavia, che negli ultimi anni sia migliorato coi piedi è un fatto, anche se ancora non ha raggiunto un livello ideale per un portiere con la sua qualità tra i pali. In Nazionale e nel suo club viene semprepiù spesso coinvolto nei passaggi, e questo lo espone a maggiori rischi di errore, ma al tempo stesso gli permette di aumentare la propria dimestichezza col gioco palla a terra. E anche ieri sera coi tedeschi, specialmente nel primo tempo, ha fatto vedere alcuni ottimi disimpegni coi piedi, che solo un paio di anni fa non avremmo visto. A soli 23 anni, i suoi margini di miglioramento non si sono certo arrestati.