Dino Baggio Vialli doping le frasi choc dell’ex Juve

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Dino Baggio dichiarazioni choc su Vialli e il doping, le parole dell’ex Juve dopo la morte dell’ex compagno di squadra scuotono il mondo del calcio.

Rilasciando delle dichiarazioni a TV7 Triveneta in ricordo di Gianluca Vialli, Dino Baggio si è detto anche preoccupato per il proprio futuro. “Di Vialli ho un ricordo bellissimo, un ragazzo che faceva crescere i giovani. Anche io quando ero arrivato alla Juventus avevo appena 21 anni e mi ha trattato benissimo. Aveva sempre una parola carina per tutti, è andato via presto”. E poi, dal punto di vista personale Dino Baggio, che con Vialli ha giocato assieme in nazionale e alla Juventus per due stagioni dal 1992 al 1994, ha alimentato dei sospetti sulle sostanze assunte in passato e che rischierebbero di ripercuotersi ora provocando tumori e malattie molto gravi.

Dino Baggio doping le parole

Così Dino Baggio: “Dobbiamo risalire alle sostanze prese in quel periodo, bisognerebbe investigare un po’. C’è sempre stato il doping, robe strane mai prese però col tempo certi integratori potrebbero danneggiare bisogna vedere se col tempo riesci a buttarle fuori o restano dentro. Sta succedendo a tanti giocatori questa cosa qui, negli anni miei c’era il doping e potevi farlo tutte le domeniche”. E ancora: “Il mio dubbio è che questi integratori, negli anni, possano dare dei problemi. C’è stato molto chiacchiericcio ai tempi della Juventus quando il medico era Agricola, nulla poi di ufficiale ma il periodo era quello. Poi tanti hanno parlato dell’erba dei campi e dei prodotti che utilizzavano che davano dei problemi”.

Un attacco in piena regola, quindi, a ciò che succedeva 25-30 anni fa, quando l’ex Juve, Inter e Parma era uno dei più forti centrocampisti della Serie A. Evidentemente la morte di Gianluca Vialli lo ha spinto a questa sorta di sfogo o denuncia. Dino Baggio, che ha lasciato definitivamente il mondo del calcio dopo aver smesso nel 2008 giocando col Tombolo in Terza Categoria, è tornato a vivere dalle sue parti, nel padovano. In una recente intervista al Corriere della Sera del Veneto ha affermato anche: “C’è molta differenza rispetto a quando giocavo. Adesso ci sono troppi giri strani. Quando vedi i ragazzi che non scendono in campo anche se lo meritano ti tiri fuori e dici basta”.

E sul suo disinteresse a proposito del calcio: Guardo qualche partita in televisione. Sono venuti a mancare i settori giovanili e quei ragazzini che facevi crescere. Ormai è più facile prendere uno straniero e pagarlo poco. Un peccato. Ogni tanto vado a vedere la serie la D dove è tutto più genuino”. A proposito di Vialli e della sua malattia, prima della sua morte: “Ha sempre combattuto da leone, com’è lui caratterialmente. Poi si è visto all’Europeo il carisma. Era l’uomo che serviva all’Italia, anche per quello che gli è successo. Un esempio per il gruppo azzurro. Sono sicuro che molti dei meriti per la vittoria Mancini li abbia spartiti proprio con Gianluca”. Ora, però, l’attacco frontale contro le pratiche di quegli anni.