HomeCalcio EsteroDembélé è un innesto atipico per l'Atletico Madrid

Dembélé è un innesto atipico per l’Atletico Madrid

L’addio di Diego Costa ha obbligato l’Atletico Madrid a intervenire in attacco: dal Lione è arrivato Moussa Dembélé, un profilo atipico per le idee di Simeone

Il mercato di gennaio serve principalmente per apportare dei correttivi a rose che, nella prima parte di stagione, hanno palesato problemi. Non è in questo scenario che si inserisce l’Atletico Madrid, ma la dirigenza colchonera – approfittando dell’apertura delle trattative – si è cautelata andando ad acquistare un attaccante nuovo di zecca.

La questione Diego Costa non si è di fatto risolta. Visto che il brasiliano andrà via, serviva un ricambio, individuato un po’ a sorpresa in Moussa Dembélé. L’attaccante del Lione lascia la Francia per la Spagna, dove ricoprirà il ruolo di vice Suarez. Un’opzione un po’ anomala, per quelle che sono le caratteristiche dell’ex OL. Ma, almeno da quanto filtra in quel di Madrid, il profilo sarebbe comunque stato promosso dallo stesso Simeone.

Dembélé all’Atletico Madrid: sì o no?

Di che tipologia di attaccante parliamo? Moussa Dembélé, contrariamente a Suarez, è un attaccante dalle caratteristiche atipiche per quelle che, sulla carta, dovrebbero essere le peculiarità che il Cholo cerca da un profilo di questo tipo. Infatti, il francese possiede una potenza fisica straripante ed è particolarmente efficace quando viene armato in velocità.

Rispetto al Pistolero ha meno killer instinct, ma paradossalmente – proprio per questa qualità inedita all’interno della rosa dell’Atletico Madrid – Dembélé potrebbe trasformarsi in una risorsa preziosa. Nella valutazione complessiva vanno comunque considerate anche le modalità di acquisto: il Lione, che nel frattempo si è cautelato con Slimani, lo ha ceduto in prestito oneroso con diritto di riscatto a 33 milioni di euro più 5 di bonus.

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Fonte immagine: @NMercato24 (Twitter)

Scommessa onerosa

Tanto, certo, soprattutto per un attaccante che in Francia ha sì segnato, ma è sempre rimasto ben lontano dalle medie realizzative dei calciatori più prolifici della Ligue 1. Infatti, Dembélé ha chiuso la sua esperienza in Francia con 45 gol in 108 partite, circa uno ogni due partite abbondanti mal contate. Il Lione ora spera che il centravanti possa conquistarsi un posto al Wanda Metropolitano, per incassare una cifra che aiuterebbe Aulas a sistemare un po’ di conti.

Infatti, nel 2018 il vulcanico presidente dell’OL aveva investito ben 22 milioni di euro per strapparlo al Celtic, club nel quale Dembélé aveva fatto fuoco e fiamme. Una plusvalenza, data anche l’età del ragazzo, non è affatto difficile da perfezionare, ma molto dipenderà anche da quanto davvero Simeone deciderà di impiegarlo.

Il fattore tattico

Dembélé è un numero 9 che, al Lione, ha sempre giocato da referente centrale nei moduli più disparati. Il rendimento migliore lo avrebbe in un sistema che lo metta nelle condizioni migliori per finalizzare, slot che all’Atletico Madrid è però già occupata da Suarez. Sicuramente potrebbe sostituire l’uruguayano e dargli respiro quando necessario, magari spalleggiato da Joao Felix e dal ritrovato Lemar.

Più complicato, invece, vedere Dembélé e Suarez assieme, a meno che la situazione e la partita non lo richiedano. In ogni caso, per adattarsi al classe 1996 di Pontoise i colchoneros dovranno snaturarsi un po’ di più, chiedendo maggiore verticalità alla manovra. Fisicamente è un buon upgrade, in un reparto orfano da tempo di Diego Costa, col quale è in vantaggio anche dal punto di vista anagrafico. Ora, la palla passa a Simeone.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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