Perché la cessione di Koulibaly è un affare per il Napoli

La cessione di Kulibaly è un brutto colpo per i tifosi partenopei e segna la fine di un’epoca al Napoli, ma allo stesso tempo è un affare economico irrinunciabile.

È comprensibile che il pubblico di fede napoletana sia triste all’idea di perdere Koulibaly: stiamo parlando di un elemento che gioca in azzurro da otto stagioni, un leader in campo e fuori sia per le sue posizioni di gioco che per quelle contro il razzismo. Uno dei migliori difensori del mondo degli ultimi anni, che ha scelto Napoli e ci è rimasto a lungo, vincendo meno di quanto avrebbe meritato ma senza mai lamentarsi.

Eppure, ragionando a mente fredda al di là dell’immediata reazione emotiva, non si può non convenire che quest’operazione con il Chelsea rapprenti un’occasione a cui il Napoli non poteva rinunciare, sotto molti profili. Un’epoca finisce e un’altra inizia, e ci sono tutte le possibilità, se la transizione verrà gestita a dovere, per ricostruire.

I motivi per cui la cessione di Koulibaly è un bene per il Napoli

Il primo aspetto da considerare è innanzitutto economico. Se le cifre saranno confermate – si parla di 40 milioni circa, bonus compresi, per cedere il difensore senegalese al Chelsea – il Napoli ha davvero da rallegrarsi: a 31 anni compiui, nessun difensore nella storia del calcio è mai stato ceduto per un cifra così alta. Oggettivamente, era difficile pretendere di più.

In aggiunta, stiamo parlando di un ragazzo che andava a scadenza nel 2023, quindi tra un anno si sarebbe liberato a zero. Non è mai facile gestire situazioni del genere e trarne il meglio a livello economico, per cui la cifra spuntata ai Blues ha un valore in prospettiva anche più importante di quanto non si direbbe sul subito. Di più: Koulibaly non andrà a rafforzare un altro club di Serie A (tantomeno la Juventus, acerrima rivale del Napoli).

Il club partenopeo si trova chiaramente in fase di trasformazione, come testimoniano anche gli addii di Insigne e Mertens, per sua fortuna affidato ad un allenatore competente come Luciano Spalletti. L’addio di un leader come il difensore ex-Genk costringerà tutta la squadra a trovare nuovi equilibri tattici e psicologici, ma sarà un’occasione per tutti per migliorarsi.

Con la somma incassata dal Chelsea, il Napoli potrà poi ingaggiare uno o due giocatori di ottima prospettiva da aggiungere al neo-acquisto Kvaratskhelia, attorno al quale pianificare un nuovo ciclo. È chiaro che i tifosi avrebbero preferito aggiungere gradualmente rinforzi a una rosa già solida, senza perdere le stelle attuali, ma è chiaro che oggi il Napoli non è una società che possa permettersi questo tipo di ambizioni. L’importante è essere consapevoli di ciò che si è e di ciò che si vuole diventare: questa è l’occasione per il rinnovamento concreto che era mancato dopo l’addio di Sarri e Jorginho.