Calciomercato, quanti affari saltati all’ultimo

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Il calciomercato è fatto di colpi di scena e di sorprese. E gli affari saltati all’ultimo, quando tutti sembrava fatto, non sono certo una novità

Avevo venduto Belotti al Milan per 55 milioni più bonus, ma poi è saltato tutto“, queste parole di Petrachi, ex direttore sportivo di Torino e Roma, ai microfoni di Sportitalia permettono di aprire un capitolo interessante e curioso, ossia quello degli affari saltati all’ultimo.

Di ciò ne è piena la storia del calciomercato, che, si sa, è ricca di sorprese e di colpi di scena. Insomma, dare un qualcosa per scontato è probabilmente l’errore più grosso e grossolano che si possa fare e compiere. Ma quali sono gli acquisti saltati last minute? Giusto ricordarne qualcuno.

Calciomercato, da Milinkovic all’affare Guarin-Vucinic: quanti affari saltati all’ultimo

Il primo episodio che viene in mente è quello legato a Sergej Milinkovic. Il serbo infatti, dopo essersi presentato nella sede della Fiorentina, scoppia in lacrime e non firma il contratto che l’avrebbe legato al club viola. Motivi personali probabilmente, ma fatto sta che, nella stessa sessione di mercato, il giocatore passa poi alla Lazio. Discorso tanto simile quanto diverso per Schick, che, dopo la grande stagione alla Samp, viene scelto dalla Juve.

Alla fine però i bianconeri, dopo le visite mediche con tanto di foto, decidono di non tesserarlo in quanto non idoneo fisicamente. Lo staff dell’attaccante giustifica il tutto parlando di stress e dopo poche settimane il giocatore firma con la Roma. Non ci sono invece mai stati chiarimenti sui motivi che hanno fatto saltare il trasferimento di Jonathan Biabiany dal Parma al Milan.

Dal rifiuto in extremis di Zaccardo ai gialloblu ai problemi cardiaci del francese: la verità, a oggi, non si sa quale sia. Un’altra vicenda grottesca di casa rossonera è quella legata a Cissokho. L’arrivo del terzino del Porto infatti salta dopo i test clinici, che evidenziano dei problemi ai denti con conseguenti ripercussioni sulla postura e quindi di natura ossea a muscolare.

Uno dei casi più intricati della storia del calciomercato avviene nell’estate del 2012 e si lega al nome di Berbatov. L’attaccante è atteso in quel di Firenze con tanto di programma prestabilito: volo da Manchester con scalo a Monaco di Baviera e arrivo previsto nella città toscana. Ma il bulgaro cambia idea proprio durante lo scalo in Germania. Il motivo? Un blitz della Juventus. Volano accuse tra le due società, con un comunicato durissimo dei viola.

Ma ll colpo di scena vero è quello finale: il giocatore alla fine firma con il Fulham, preferendo di restare in Inghilterra, a suo dire, per motivi familiari. E, a proposito di Vecchia Signora, come dimenticarsi quanto successo nel gennaio 2014. Un’intesa di massima tra piemontesi e Inter avrebbe dovuto portare allo scambio tra Vucinic e Guarin. Un’operazione che però scatena l’ira dei tifosi nerazzurri, che si riuniscono fuori dalla sede del club e prendono di mira Marco Fassone, all’epoca direttore generale del club meneghino. Alla fine arriva il dietrofront di Thohir, che con una nota ufficiale comunica la decisione di interrompere la trattativa con la Juve.

Ma non è certo stato l’unico episodio dove a esser decisivi sono i tifosi. Il pensiero va al gennaio del 2009, quando è tutto fatto per la cessione di Kakà al Manchester City per 105 milioni, ma il brasiliano preferisce restare al Milan, anche grazie all’affetto dimostrato dal popolo rossonero. Gioie ma anche dolori per i supporters. Basti pensare a quelli della Roma, che, in un giorno dell’estate 2018, si ritrovano a Fiumicino per attendere Malcom, in arrivo da Bourdeaux. Un arrivo che però non c’è mai stato, a causa dell’inserimento del Barcellona. Insomma, storie di calcio. Storie di mercato.