martedì, Maggio 21, 2024

Brescia Cosenza: caos allo stadio. Cosa è successo e quali sono i motivi

Brescia Cosenza si è conclusa con un’orribile serie di scontri dentro e fuori dallo stadio, che avrà sicuramente gravi conseguenze per i sostenitori lombardi.

Epilogo preoccupante per la Serie B, e non solo per la retrocessione in C di un club storico come il Brescia, ma soprattutto per quello che è avvenuto in campo al termine dell’incontro. Ieri sera, i lombardi si giocavano la permanenza nel campionato cadetto nel play-out contro il Cosenza, ed erano chiamati a ribaltare la sconfitta per 1-0 patita lo scorso 25 maggio in Calabria. Invece, dopo il vantaggio di Bisoli al 74′, proprio nei minuti finali Meroni ha trovato il gol del pareggio, che ha garantito la salvezza ai cosentini.

Poi, è successo di tutto. Il campo del Rigamonti è stato invaso dai tifosi di casa, costringendo l’arbitro Massa a sospendere la partita per circa mezzora, quando ormai si era al sesto minuti di recupero. Il direttore di gara ha precauzionalmente mandato tutti i giocatori negli spogliatoi per la loro sicurezza, e questo dà l’idea del clima preoccupante che si è respirato nello stadio bresciano ieri sera. La polizia è scesa in campo per riportare l’ordine e consentire di terminare il match, ma all’esterno la rabbia dei tifosi del Brescia ha causato altri scontri.

I tifosi di casa hanno cercato di irrompere nuovamente all’interno dell’impianto, per iniziare una caccia ai consentini, che sono rimasti bloccati nello stadio fino a che la situazione non si è calmata, intorno all’una di notte. Fuori dallo stadio, un clima da guerriglia, con scontri che hanno causato alcuni feriti (degli steward, un tifoso ospite e alcuni poliziotti) e anche auto incendiate, tra cui quella di Matthieu Huard, 25enne difensore francese del Brescia. Si attendono ora duri provvedimenti contro i tifosi lombardi e probabilmente anche una squalifica del campo del Rigamonti, da scontare l’anno prossimo in Serie C.

Scontri Brescia Cosenza: i motivi

In superficie, c’è sicuramente lo shock per la retrocessione in terza serie, cosa che al Brescia non accadeva da 38 anni, e che certifica anche la lunga crisi del club lombardo. Ma questa è solo una piccola parte delle motivazioni dietro la rabbia dei tifosi biancazzurri vista ieri sera. Il problema principale nasce dalle forti tensioni tra le tifoseria e il proprietario Massimo Cellino, da tempo contestato per la sua gestione de club.

In particolare in questa stagione, Cellino ha cambiato cinque volte allenatore, e soprattutto la prima, con l’esonero di Pep Clotet, ha causato molto malumore. Il Brescia stava ottenendo ottimi risultati, ma la cacciata dello spagnolo ha generato tensioni nell’ambiente che non sono più stati risolti. Negli ultimi giorni, i tifosi bresciani avevano messo chiaramente in evidenza l’insoddisfazione verso l’operato del proprietario, con striscioni abbastanza inequivocabili: “Cellino Serie B o Serie C l’importante è che tu non ci sia”, “Cellino, per cortesia fai le valigie e vattene via”.

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