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Fonte immagine: Afp

L’ufficio del pubblico ministero di Versailles ha annunciato il deferimento di Karim Benzema e altre quattro persone al tribunale penale in merito al caso Valbuena. A cinque anni di distanza, il capitolo non è ancora pronto a chiudersi

Il 5 novembre 2015 Karim Benzema, stella del Real Madrid e della nazionale francese, confessava – dopo un’intera nottata passata in commissariato a Versailles – di aver ricattato Mathieu Valbuena. A diffondere l’indiscrezione fu L’Equipe, una delle testate giornalistiche francesi che più seguì il caso ai tempi.

Benzema, secondo le ricostruzioni, avrebbe fatto da tramite ai ricattatori del compagno, che minacciavano di pubblicare su Internet un video a luci rosse con protagonista l’ex giocatore del Lione e una donna. Benzema, ai tempi, ammise il suo coinvolgimento, confermando agli inquirenti di aver parlato di persona con Valbuena convincendolo a pagare i 150mila euro richiesti dai ricattatori.

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Fonte immagine: @English_AS (Twitter)

Caso Benzema: tempi e rischi

Il caso fece scalpore e portò all’esclusione permanente di Benzema dalla lista dei convocati di Didier Deschamps. A distanza di oltre 5 anni, ci si chiede come mai la questione però non sia ancora stata risolta. Molto semplice: in questi giorni c’è stato l’ennesimo rinvio a giudizio per tutti gli interessati, tra i quali figura la stella del Real Madrid. Che, in caso di riconosciuta colpevolezza, rischia fino a 5 anni di prigione e 75mila euro di multa.

La Francia, così come l’Italia, è però nota per i suoi giurassici iter burocratici e, a oggi, non è ancora dato sapere quando effettivamente Benzema salirà alla sbarra. Su Instagram, il calciatore ha parlato di “pagliacciata”, mentre il suo agente Karim Djiziri ha provato a scaricare le colpe su Djibril Cissé, altro calciatore inizialmente implicato nell’indagine. Insomma, la telenovela è ancora molto lontana dalla sua fine.

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Guerra tra media

Il caso Benzema ha scatenato una vera e propria faida mediatica anche tra i media locali. Per esempio, se da una parte L’Equipe ha sempre cercato di mantenere vivo l’interesse per la questione, facendo spesso leva sul ruolo dello stesso centravanti, dall’altra in molti si sono chiesti se tutto questo clamore mediatico non fosse eccessivo.

In un editoriale datato 2016, Isabelle Horlans di SoFoot ha spiegato una buona parte dei contenuti del proprio libro, focalizzato su come certi avvocati portino avanti strategie mirate apposta a distogliere l’attenzione sul caso in questione, cambiando totalmente la percezione delle cose a seconda del ruolo ricoperto. Tra i risultati di questa battaglia c’è anche l’esclusione definitiva dalla nazionale di Benzema, il cui rapporto con Deschamps si è totalmente rotto da anni.

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Fonte immagine: @Corriere (Twitter)

Il possibile epilogo

La situazione sanitaria attuale di certo non aiuterà, perché la già lenta burocrazia francese ha risentito della pandemia rimandando, a data da destinarsi, migliaia di processi. Per questo motivo, se e quando verrà stabilita una nuova data, Benzema sarà sì obbligato a presentarsi, ma in caso di condanna potrà ulteriormente appellarsi alla Corte di Appello di Parigi.

Tutto si allungherà, forse l’interesse scemerà ma, a rimanere impresse, saranno le sei registrazioni nelle quali il francese si accorda con i quattro ricattatori e la conseguente tesi difensiva dei suoi avvocati, che negli anni hanno lavorato profondamente per modificare il messaggio percepito dall’opinione pubblica. E il francese? Lui, semplicemente, di tutto ciò non ha mai parlato.

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