Belgio Marocco, il derby che non ti aspetti

marocco
Fonte: Image Photo

La partita Belgio Marocco sotto certi aspetti è un derby, anche se apparentemente può sembrare strano. In realtà le ragioni sono tante e ben radicate, andiamo a scoprirle.

Belgio Marocco sarà una sfida speciale per quattro giocatori marocchini, che scenderanno in campo contro una squadra che avrebbe potuto essere la loro.

Belgio Marocco multietnico

Era stato lo stesso commissario tecnico del Belgio, Roberto Martinez, a commentare con piacere il sorteggio mondiale che aveva accoppiato nello stesso gruppo la sua squadra e il Marocco. “Sarà un grande derby calcistico”, aveva dichiarato in un’intervista con il canale Al Jazeera.

E aveva anche aggiunto, Martinez: “A meno che uno non sia belga sarebbe impossibile da capire il legame che c’è tra questi due paesi, almeno a livello calcistico. Molti originari del Marocco si sono trasferiti in Belgio a vivere e ci sono addirittura dei membri dei due staff che si sono alternati tra una squadra e l’altra”.

In realtà è un derby a 360°, questo, tra due nazionali ricche di gente nate altrove. Nel caso del Marocco, appunto, anche in Belgio, paese multietnico per antonomasia e che ha fatto di questo “melting pot” un punto di forza.

Belgio Marocco, i protagonisti

Ecco dunque i giocatori del Marocco nati in Belgio che giocheranno contro il paese che li ha visti venire al mondo. Il primo è Anass Zaroury, fantasista del Burnley nato a Malines nel 2000 e che ha fatto tutta la trafila delle giovanili in club belgi come lo Zuite Waregem e il Lommel.

Il secondo è Ilias Chair, minuscolo (è alto 1.60 ad essere generosi) centrocampista offensivo del Qpr classe 1997, ma nato ad Anversa. La squadra con cui ha debuttato tra i professionisti pure è stata una belga, il Lierse: da lì il club londinese l’ha tesserato nel 2017.

Il terzo è Selim Amallah, trequartista dello Standard Liegi, nato a Hautrage, non lontano dalla Francia ma ancora in territorio belga. Anche per lui, giovanili nei club locali: Anderlecht e Mons, prima delle esperienze al Tubize e al Mouscron.

Il quarto è Bilal El Khannous, giovanissimo (ha compiuto 18 anni a maggio) centrocampista del Genk. Non solo è nato in Belgio, ma fino all’Under 18 ha giocato con la maglia delle Furie Rosse. Tuttavia il suo talento non è passato inosservato alla nazionale africana, che ha approfittato delle origini dei suoi genitori per “strapparlo” al Belgio.

Detto ciò, nella rosa del Marocco circa la metà dei giocatori convocati per i Mondiali non è nata lì ma altrove. Uno addirittura in Italia, lo conosciamo bene ed è Cheddira del Bari, nato a Loreto. Però altri sono olandesi di nascita (Mazraoui, Ziyech) o addirittura canadesi, come il portiere Bounou. La “comunità belga” in compenso è ben nutrita e Belgio Marocco effettivamente sa molto di derby.