Azzedine Ounahi chi è il centrocampista del Marocco

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Ounahi ha incantato nella sfida tra Spagna e Marocco, tanto da essersi guadagnato gli elogi del ct della Spagna Luis Enrique.

“Mi ha sorpreso il numero 8, chiedo scusa ma non ne ricordo il nome. Da dove viene quel ragazzo? Gioca davvero bene”. Con queste parole Luis Enrique, nella conferenza stampa post Spagna-Marocco, ha voluto tessere le lodi di un giocatore avversario. Il numero 8 è Azzedine Ounahi ed è stato tra i trascinatori degli africani, che si sono guadagnati l’accesso ai quarti di finale, eliminando gli iberici ai calci di rigore.

Ounahi centrocampista Marocco, dove gioca

Il classe 2000 è di proprietà dell’Angers, club francese, ed è stato, fin dalla prima partita, uno dei protagonisti e dei pilastri della nazionale di Walid Regragui, arrivata per la prima volta nella sua storia ai quarti di finale di una Coppa del Mondo. La storia del calciatore però è davvero particolare e, sotto certi punti di vista, addirittura assurda.

Infatti, quando solo qualche mese fa, i transalpini l’hanno acquistato nessuno lo conosceva. Infatti è stato prelevato, a inizio stagione, dall’Avranches, una squadra di terza categoria. Insomma, Ounahi è stato catapultato in Ligue 1, ma, nel giro di pochissimo tempo, la sua vita e la sua carriera è a dir poco cambiata.

La sua valutazione è letteralmente schizzata, passando da 400mila euro a 3,5 milioni di euro. E la sensazione è che le cifre possano ancora salire, visto il suo rendimento. Arrivato nel più totale anonimato, il tecnico Abdel Bohuzama l’ha comunque subito apprezzato, schierandolo da titolare in 14 partite. La convocazione del Marocco è stata quasi una conseguenza naturale.

In questo Mondiale sta giocando come mezzala destra nel centrocampo a tre dei marocchini, ma in realtà Ounahi è un vero e proprio jolly, potendo esser schierato anche da trequartista, da mediano e da esterno. Insomma, un giocatore moderno e con degli ampissimi margini di crescita. E ora tutti gli occhi del mondo sono su di lui. E non può certo solo essere merito delle parole di Luis Enrique.