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Andata e ritorno. Lukaku come Pogba

Il possibile ritorno di Lukaku al Chelsea, che otto anni fa lo aveva lasciato andar via, ricorda molto quanto accaduto con il francese e il Manchester United

Era un Romelu Lukaku ancora imberbe e spaesato quello che, il 30 agosto 2013, prendeva la rincorsa per farsi parare da Manuel Neuer l’ultimo rigore che assegnava così al Bayern Monaco la Supercoppa europea. Quell’errore dal dischetto certifico il suo status di giocatore immaturo che lo allontanò dal Chelsea per andare in prestito all’Everton prima di una cessione definitiva. Oggi, otto anni dopo quello sliding doors di Praga, l’ariete belga potrebbe far ritorno lì dove non sono riusciti a vederne le potenzialità.

Il richiamo della Premier League, senza dubbio il campionato più mediatico e spettacolare del pianeta, non è però la prima ragione del possibile ritorno di Lukaku in Inghilterra. Il bisogno dell’Inter di rimpinguare le proprie casse dopo aver chiesto un prestito di 250 milioni sarebbe all’origine del sì della società meneghina, la quale potrebbe non vedere passare più un treno così pieno zeppo di danaro sonante.

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Fonte immagine: @PaladinoMercato (Twitter)

Come Pogba

Il caso ricorda molto quello di Paul Pogba, lasciato partire a costo zero dal Manchester United di un ormai appassito Alex Ferguson per approdare alla Juventus nell’estate del 2012. Quattro stagioni dopo il francese sarebbe tornato ai Red Devils, dove aveva disputato tre annate nelle giovanili, permettendo inoltre ai bianconeri di effettuare una plusvalenza spaventosa.

Il caso di Lukaku risulta essere simile anche dal punto di vista economico, visto che un’eventuale vendita a 100 milioni rappresenterebbe un surplus di tutto rispetto. Acquistato per 75 milioni due stagioni or sono, il belga avrebbe comunque permesso alla società nerazzurra di ammortare una parte importante del suo investimento, e la sua cessione potrebbe dare molto respiro a un’Inter con le spalle al muro dopo le ultime restrizioni imposte dal governo cinese per gli investimenti alle famiglie di imprenditori come quella Zhang.

Finalmente maturo, Big Rom potrebbe essere per il Chelsea il terminale offensivo adatto per difendere il titolo di Champions League e per provare l’assalto a quello del campionato inglese.

Insostituibile

Di certo vi è che, nonostante l’ingente flusso di denaro liquido che allevierebbe la situazione dell’Inter, un centravanti come Lukaku non esiste. A 28 anni il belga non solo ha raggiunto la maturità tattica necessaria per fare da raccordo e terminale offensivo a seconda delle situazioni, quanto ha soprattutto fatto esplodere al massimo le sue potenzialità fisiche e naturali.

Il merito del nativo di Anversa è stato quello di riuscire finalmente ad applicare la sua forza sovrumana e straripante alle esigenze di un calcio attuale nel quale bisogna saper fare tutto. Abile sia a fare da elastico spalle alla porta sia a farsi trovare pronto in area, il belga ha affilato le sue caratteristiche fisiche per smettere di essere solo un portento dal punto di vista fisico e assurgere a devastante terminale offensivo, migliorando tantissimo anche nella definizione e proprio nel calciare i rigori.

I suoi due anni con Antonio Conte lo hanno inoltre smussato dal punto di vista tattico, facendogli comprendere quale fosse sempre la miglior posizione da prendere sul fronte offensivo. L’idea di Tuchel, un altro maniaco dell’ordine tattico, sarà dunque quella di renderlo la punta di diamante di un Chelsea che l’anno scorso ha dimostrato di mancare proprio di un goleador con tutti i crismi.

Ormai diventato insostituibile, Lukaku è pronto a una nuova avventura potendo ambire all’ultimo contratto importante della sua carriera. A 28 anni c’è ancora tempo per continuare a stupire, ma la sensazione è che alla Pinetina Big Rom mancherà a tutti. Anche a quel Simone Inzaghi che non lo ha praticamente mai provato in partita e che dovrà prescindere da lui al momento di disegnare i suoi schemi tattici che fanno sempre leva sul terminale offensivo.

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Antonio Moschella
Antonio Moschella
Lavora viaggiando e viaggia lavorando. Giornalista dal 2010, attualmente collabora con Tuttosport e Fanpage. Ha scritto per El País, France Football, La Nación ed El Gráfico.

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