Allegri Out: perché la Juventus non esonererà l’allenatore

Allegri sulla graticola: ma questo è il momento adatto per esonerare l’allenatore della Juventus? E cosa ne pensa la società di un possibile cambio in panchina?

La sconfitta in casa contro il Benfica brucia, specialmente dopo che Allegri l’aveva indicata come quella veramente imporante per il passaggio del turno come seconda dietro al PSG. Nulla è ancora perduto, ma il match di mercoledì sera lascia l’immagine di una squadra confusa e demotivata, così come il suo allenatore.

Oggi più che mai, i tifosi sui social si sentono legittimati a chiedere l’esonero del tecnico livornese, sotto accusa per il suo gioco poco convincente, per i risultati scarsi e per aver forse addirittura perso il controllo della squadra (Di Maria che domanda polemicamente a Milik perché il polacco venga sostituito è un’immagine che fa discutere). Ma è davvero il caso di licenziare ora Allegri?

Allegri Out: come stanno le cose e cosa può succedere

La battuta di ieri pomeriggio di Maurizio Arrivabene, a chi chiedeva il cambio in panchina, ha fatto ridere in tanti, ma in realtà denota involontariamente una logica un po’ preoccupante: rispondere “Lo paghi tu quello che viene?” non dimostra certo una gran fiducia in Allegri, ma che il problema principale sarebbe meramente economico. Chiaramente non era questo che intendeva il dirigente, ma il modo in cui gli è uscita quella replica potrebbe essere un lapsus non così fortuito.

Più che di costi del nuovo allenatore (che comunque devono essere considerati: chi arriverebbe, per essere all’altezza della Juventus? Forse solo Zidane) si tratta di quelli dell’attuale: Allegri percepisce 7 milioni di euro netti a stagione, con un contratto in vigore fino al 2025. E l’allenatore toscano pare aver dimostrato, già nel suo precedente stop del 2019, di non avere problemi a passare anche un paio di stagioni senza lavorare: in caso di esonero, non è detto che si trovi presto un’altra squadra, sollevando il club dall’incombenza di continuare a pagare il suo stipendio.

Messe da parte le motivazioni economiche, veniamo a quelle più tecniche. È sotto gli occhi di tutti che la Juventus non funziona, al di là di tutti i soldi spesi da gennaio a oggi (198 milioni totali). Ma proprio in virtù dei suoi investimenti e del livello della rosa, sulla carta molto alto rispetto alla media della Serie A, Allegri ha a disposizione il potenziale per salvare questa stagione. Lo si è visto già ieri sera, quando un guizzo di Di Maria per poco non consentiva ai bianconeri di trovare il pareggio, annullato per giusto fuorigioco; o anche domenica contro la Salernitana, con la rimonta finale e la vittoria sfuggita solo per ingiusto fuorigioco.

La situazione a Torino è seria, ma non è ancora tragica. La Juventus non viaggia in condizioni ottimali, ma è pur sempre a 4 punti dalla vetta in Serie A, e ha ancora quattro partite da giocare in Champions League. I bianconeri, in particolare sotto Allegri, hanno già fatto vedere in passato di riuscire a ricompattarsi e tirar fuori quanto serve proprio nelle situazioni più complicate (gli ottavi con l’Atletico Madrid nel 2019). Forse, è solo questione di ritrovare quello spirito.