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Tammy Abraham, 5 curiosità sul nuovo attaccante della Roma

Dagli inizi nel sud di Londra al gol contro il Montenegro, passando per gli idoli Lampard e Beckham: ecco 5 curiosità su Tammy Abraham, il nuovo centravanti della Roma

I 42 milioni di euro spesi per farne l’erede di Dzeko fanno di lui l’acquisto più oneroso della storia della Roma, ma per Tammy Abraham questo non sembra rappresentare un problema. Per sposare il progetto giallorosso e raggiungere José Mourinho, suo grande estimatore, si è infatti precluso la possibilità di andare all’Arsenal, club per il quale ha sempre fatto il tifo.

Sbarcato a Ciampino in mezzo a una folla festante, l’ex centravanti del Chelsea con esperienze all’Aston Villa e nelle varie rappresentative inglesi prenderà così il posto del bosniaco, al centro di un attacco alla disperata ricerca di gol. In attesa di capire come lo Special One intenderà impiegarlo, scopriamo qualche curiosità su di lui.

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Fonte Immagine: @@tammyabraham (Twitter)

Abraham, da Londra sud a Roma

Nato nel 1997 a Camberwell, nel sud di Londra, Tammy Abraham è figlio di padre nigeriano e mamma inglese. Ha cominciato a giocare a calcio da bambino ed è cresciuto in zona Charing Cross. Nel 2004, dopo non aver passato un provino con il Crystal Palace, entra nell’Academy del Chelsea.

Con i blues percorre tutta la trafila fino all’esordio in prima squadra. In mezzo, un fortunato prestito all’Aston Villa, dove ha aiutato in maniera decisiva gli uomini di Dean Smith a conquistare la promozione in Premier League.

Numeri e vittorie

A oggi Abraham ha già segnato 90 gol da quando gioca nel professionismo. Trenta di questi sono stati firmati con la maglia del Chelsea, mentre gli altri li ha equamente distribuiti tra Swansea, Bristol City e Aston Villa.

Ha vinto l’ultima Champions League e la successiva Supercoppa Europea, sempre da comprimario, mentre a livello giovanile ha conquistato due UEFA Youth League e vinto il premio individuale come miglior giovane della Premier League 2019/20.

La fiducia di Hiddink

Il primo a credere in Abraham fu Guus Hiddink. L’olandese ne intravide le potenzialità consentendogli di aggregarsi alla prima squadra. A Cobham il giocatore ha potuto affinarsi e recepire i segreti del mestiere da tanti campioni.

A maggio del 2016 ha fatto il proprio esordio ufficiale, sostituendo un compagno e giocando un quarto d’ora a fianco di Hazard. In una intervista, oltre a Hiddink, ha indicato Feank Lampard come manager ad aver maggiormente influito sulla sua crescita personale.

Due idoli importanti

Abraham ha detto di avere due idoli. Il primo è appunto Frank Lampard, che il centravanti ha adorato quando da piccolo giocava nelle giovanili e il numero 8 giganteggiava nel centrocampo della prima squadra, ritrovato ai tempi delle giovanili del Chelsea.

Il secondo è David Beckham, simbolo del calcio inglese quando il ragazzo era ancora un bambino e si approcciava al calcio. Ha studiato entrambi cercando di catturare qualche segreto, che potrà tornargli utile nella sua nuova avventura alla Roma.

Il cammino in nazionale

Con la nazionale inglese Abraham ha messo insieme a oggi 6 presenze, segnando un gol nel match vinto sul Montenegro valevole per le qualificazioni a Euro 2020. A livello maggiore è un po’ chiuso da altre stelle, mentre con le selezioni giovanili under 18, 20 e 21 ha segnato 16 gol in 18 partite.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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