HomeCalcio EsteroTra Chelsea e Red Bull, la storia del Vitesse rivelazione d'Olanda

Tra Chelsea e Red Bull, la storia del Vitesse rivelazione d’Olanda

Il Vitesse si è fatto un nome nel calcio olandese, superando una crisi tecnica ed economica, grazie ai suoi rapporti (poco chiari) con il Chelsea prima, e adesso con la Red Bull. Qual è la storia della rivelazione dell’Eredivisie?

La Eredivisie è storicamente un affare a tre tra Ajax, Feyenoord e PSV; ogni tanto ci si infilano una o due squadre ancora (negli ultimi anni, Twente, Heerenveen, AZ Alkmaar), e oggi quel posto sembra spettare al Vitesse, il piccolo club di Arnhem dal nome francese, che si trova quarto in classifica a cinque punti dalla vetta.

Nella sua storia, il Vitesse ha raggiunto al massimo un terzo posto (nel 1997-98, trascinato dai gol del greco Nikos Machlas), ma di recente ha vissuto una grande crescita. Nel 2017 ha conquistato il primo trofeo della sua storia, la Coppa d’Olanda, qualificandosi così per l’Europa League (finendo nel girone con la Lazio). Successivamente, le sue prestazioni in campionato sono andate in crescendo e oggi si ritrova a lottare di nuovo per un posto in Europa.

I russi e il Chelsea

Le cose ad Arnhem sono iniziate a cambiare nel 2010, quando il Vitesse ha visto finire i suoi problemi economici nel momento in cui è stato rilevato da Merab Jordania, un ex-calciatore georgiano divenuto imprenditore. Jordania è sempre stato vicino a Roman Abramovich, il proprietario del Chelsea, con un rapporto talmente stretto che ha destato molti sospetti, in merito a una possibile multiproprietà non ufficiale dell’oligarca russo.

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Fonte Immagine: @masonmount10 (Instagram)

La vicinanza ad Abramovich, comunque, ha fatto sì che il Vitesse stringesse un legame sportivo con il Chelsea, abbastanza evidente dai numerosi prestiti che il club inglese ha fatto a quello olandese. Da Arnhem, negli anni, sono passati Nemanja Matic, Gael Kakuta, Christian Atsu, Lucas Piazon, Bertrand Traoré, Dominik Solanke, Mason Mount e altri ancora: alcuni dei più interessanti giovani dei Blues venivano regolarmente parcheggiati per una stagione in Eredivisie, prima di tornare a Londra.

E ovviamente il rapporto funzionava anche al contrario: dopo essere esploso nel Vitesse, di cui era stato un prodotto della Primavera, il centrocampista Marco van Ginkel è stato acquistato dal Chelsea per 10 milioni di euro. La sua carriera non è stata particolarmente brillante (se lo ricordano, brevemente, i tifosi del Milan), ma ad oggi è ancora sotto contratto con il club londinese, anche se in prestito al PSV Eindhoven.

Il rapporto tra le due società non è sempre stato idilliaco. Nel 2014, Jordania ha denunciato al De Telegraaf le ingerenze del Chelsea nella gestione societaria del Vitesse: “al Vitesse non era permesso di andare in Champions League” ha detto, accusando Abramovich di aver fatto pressioni per la vendita di alcuni importanti giocatori (tipo Wilfried Bony, passato allo Swansea nel 2013). Queste accuse sono arrivate però circa un anno dopo l’uscita di Jordania dal Vitesse, sostituito ai vertici da un altro magnate russo, Alexander Chigirinsky, noto socio in affari di Abramovich.

La nuova era Red Bull

Di recente, la presenza di giocatori del Chelsea al Vitesse è andata riducendosi, tanto che al momento in squadra c’è solo l’attaccante 19enne Armando Broja (già 5 gol all’attivo). Ma il Vitesse sembra aver invece stretto un nuovo accordo con una potenza del calcio (e dell’economia) europeo: la Red Bull, proprietaria sia del Salisburgo che del Lipsia. Sembra, perché anche in questo caso non c’è nulla di ufficiale.

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Fonte Immagine: @mijnvitesse (Instagram)

Dall’inizio della stagione, sulla panchina del Vitesse siede Thomas Letsch, allenatore tedesco di 52 anni, ex-Austria Vienna ma soprattutto con un lungo passato da membro dello staff del Salisburgo. La sua scelta non è stata casuale, ma fa parte di un preciso progetto, iniziato lo scorso aprile con l’arrivo di Johannes Spors (già capo scouting del RB Lipsia) come direttore tecnico.

Il giornale tedesco Bild, nei mesi scorsi, ha spiegato come la Red Bull abbia selezionato il Vitesse per una partnership, approfittando del calo dell’influenza del Chelsea sul club olandese per prenderne il posto e fare dei gialloneri di Arnhem la propria succursale. Sebbene il mercato sia iniziato da pochi giorni, la Red Bull ha già piazzato i primi giocatori al Vitesse: si tratta del 17enne attaccante anglo-olandese Noah Ohio (passato dai ragazzi del Manchester United e del City, ma attualmente di proprietà del Lipsia) e del centrale difensivo croato Dominik Oroz, 20 anni, acquistato dal Liefering, distaccamento del Salisburgo nella seconda divisione austriaca.

I risultati del modello Vitesse

Questi rapporti in chiaroscuro del Vitesse con i club stranieri hanno avuto il loro ritorno, sia a livello economico, salvando la società dalla bancarotta, sia a livello tecnico, visto che la squadra sta vivendo il suo miglior periodo di sempre. Ancora d più, il Vitesse si è fatto un nome come club che sa far crescere i giovani, attirando interesse e fiducia di varie squadre europee. Al momento, anche Fiorentina, Juventus e Club Brugge hanno mandato giocatori a maturare ad Arnhem: si tratta, rispettivamente, di Jacob Rasmussen, Idrissa Touré e della stella della squadra Lois Openda.

Il modello che il Vitesse ha costruito (o che gli hanno costruito attorno i suoi “mecenati” stranieri) ha influenzato molto i piccoli club della Eredivisie, sempre sull’orlo del disastro economico, trasformando via via il campionato olandese in una sorta di paradiso del prestito.

Ed è significativo che, dopo anni a seguire questa strada, adesso il Vitesse stia cercando di acquisire maggiore autonomia: i prestiti in rosa sono appena quattro, e si concentrano principalmente in attacco, mentre è chiaramente la difesa il punto di forza della squadra, con solo 12 gol subiti in campionato (terza miglior difesa, alla pari del Feyenoord). Dovesse riuscire a resistere agli assalti di AZ, Groningen e Twente, il Vitesse coronerebbe un’altra piccola impresa.

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Fonte Immagine: @openda80 (Instagram)

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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