Home Serie A Perché all’Udinese gli attaccanti segnano così poco?

Perché all’Udinese gli attaccanti segnano così poco?

Fonte @kevnlasagna (Instagram)

Nella sfida contro il Benevento, l’Udinese ha mostrato i suoi limiti in fase offensiva: difetto che si porta dietro ormai dall’inizio della stagione

L’Udinese ha il mal di gol. La formazione allenata da Luca Gotti ha chiuso il 2020 con 14 reti segnate. Uno score decisamente deludente, che rende l’attacco friulano uno dei peggiori della Serie A (il penultimo insieme a quello del Genoa, con alle spalle solo quelli di Parma e Crotone). Un dato che merita di essere approfondito, considerando che permane dalla scorsa stagione nonostante i cambiamenti di organico avvenuti in estate.

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L’Udinese segna poco: limite che nasce lo scorso anno

Come già anticipato, non le difficoltà nel rapporto tra l’Udinese e la porta avversaria non nascono nelle ultime settimane. Già nello scorso campionato, infatti, la formazione allenata prima da Igor Tudor e poi da Luca Gotti aveva dei problemi da questo punto di vista. Ha chiuso la stagione con una tranquilla salvezza a quota 45 punti, più attraverso il cinismo e la solidità difensiva che non grazie ad un attacco effervescente. Sono 37 i gol dei bianconeri in campionato: peggio solo le retrocesse Brescia e Spal.

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Fonte: @Udinese_1896 (Twitter)

Un dato dovuto alla mancanza di alternative per il reparto offensivo, con i soli Lasagna e Okaka capaci di garantire regolarità sotto porta. L’ex Carpi ha messo a segno 10 gol, l’attaccante cresciuto nella Roma 8. 3 gol in totale, invece, per i due giocatori che completano il roster delle punte: Nestorovski e Toeodorczyk. Le cause di questa scarsa concretezza sotto porta vanno anche ricercate in un centrocampo incapace di rifornire gli attaccanti con qualità e continuità, con il solo De Paul a predicare nel deserto.

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Udinese 2020/21: più qualità solita efficacia offensiva

Per migliorare la qualità della squadra, in estate la dirigenza dell’Udinese ha messo a disposizione di Gotti tre giocatori di assoluto livello. Dal Watford sono tornati Pussetto e Pereyra, accompagnati dall’ex milanista Deulofeu. Talenti che potevano far fare un salto di qualità notevole alla squadra, in grado con questi tre innesti di pensare a qualcosa in più rispetto ad una sofferta salvezza.

Fonte: @gerardeulofeu (Twitter)

Le prime settimane di stagione smentiscono queste aspettative, con 3 sconfitte in altrettante gare e 0 gol segnati. Un dato allarmante, che però viene migliorato nelle settimane successive. Dopo qualche altro passaggio a vuoto, l’Udinese inanella una serie di 6 risultati utili consecutivi passando dalla zona retrocessione ad un comodo centro classifica. Exploit che hanno messo in mostra i pregi e i difetti dei friulani, capaci di giocare un calcio propositivo senza però concretizzare sempre quanto creato.

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Come risolvere il problema del gol?

L’ultima sfida di campionato contro il Benevento è stata emblematica in questo senso, con l’Udinese nella metà campo avversaria per gran parte del match ma incapace di segnare. Un k.o. che non pregiudica la classifica die bianconeri, ma che deve far riflettere. Rispetto alla scorsa stagione la qualità della rosa è migliorata, ma il fatturato sotto porta continua ad essere scarno. In particolare delude Lasagna, con solo 1 gol segnato dopo un post lockdown da protagonista.

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La sensazione è che questa squadra debba migliorare l’ultima fase della manovra offensiva, avendo già compiuto passi in avanti in fase di costruzione. L’arrivo nel mercato di gennaio di un bomber di razza potrebbe facilitare non poco le cose, aprendo nuovi orizzonti al club dei Pozzo.

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