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Dove e come stanno tornando i tifosi allo stadio?

Fonte Immagine: @ltfc_official (Instagram)

I tifosi allo stadio tornano a vedersi in Inghilterra, anche se con alcune limitazioni, e altri paesi stanno iniziando a pensare alle proprie riaperture. Dove il pubblico è tornato o sta per per tornare, e in che modalità?

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Il calcio si prepara a uscire dalla pandemia, a quanto pare. Mentre fuori dai campi di gioco si parla di vaccini, misure di contenimento e di come affrontare Natale e Capodanno, il mondo del calcio lavora, in alcuni paesi, sulla riapertura degli stadi, con la speranza che questa volta possa essere definitiva, anche se graduale.

Negli scorsi mesi, infatti, alcuni tifosi erano tornati sugli spalti in Germania, in Italia e in alcuni paesi dell’Est Europa, ma la nuova ondata del coronavirus ha portato a molti dietrofront. Tuttavia, l’allentamento delle misure del lockdown nel Regno Unito – ufficialmente concluso il 2 dicembre – ha significato la riapertura degli stadi inglesi già in questi giorni, e ora altri paesi vogliono accodarsi.

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Tifosi allo stadio: dove sono tornati?

Dopo le prime riaperture autunnali, pochi paesi hanno mantenuto il pubblico negli stadi: è successo in Brasile e nell’Est Europa, dove in queste settimane di Champions League ed Europa League abbiamo potuto vedere gente negli stadi russi e ungheresi. La stessa cosa è avvenuta però anche in Cina, dove da settembre si è visto il ritorno dei tifosi allo stadio in numero ridotto, fino a un massimo di 2.000 persone; ma già a novembre, in occasione della finale della Chinese Super League, si è permesso di arrivare fino a 10.000 presenze.

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Anche nella MLS statunitense i tifosi sono ammessi alle partite, fin da agosto, anche se non dappertutto: le regole, infatti, variano da stato a stato, e infatti la maggior parte dei club della lega è andata avanti a giocare a porte chiuse. La MLS ha dovuto affrontare diverse complicazioni nello svolgimento della stagione a causa della pandemia, dovute soprattutto alle trasferte extra-nazionali, visto che nel campionato militano anche tre club canadesi.

Nel Regno Unito, invece, il lockdown si è appena concluso e il pubblico potrà tornare allo stadio già da stasera in Europa League, per la sfida dell’Arsenal. Il sistema inglese prevede tre fasce di rischio, a seconda delle aree in cui si trovano gli stadi: nella più esposta, non sono ammessi tifosi allo stadio, mentre nelle altre due il numero sale a 2.000 e a 4.000, o fino al 50% della capienza della struttura, a seconda di quale sia il numero più basso.

Il modello inglese prevede anche che i singoli club informino i tifosi sul codice di comportamento da tenere sugli spalti, dall’uso delle mascherine agli accessi alle singole aree dello stadio. Sarà possibile consumare sostanze alcoliche, ma non mangiare, e solo se seduti in apposite aree, lontano dagli spalti. I primi a sperimentare le nuove riaperture sono stati gli stadi minori della Football League, che è scesa in campo nella giornata di ieri.

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Nonostante solo il 26% dei tifosi, secondo un sondaggio della BBC, sarebbe d’accordo con la riapertura, il Regno Unito sta facendo da precursore per tutti gli altri, come a sua volta aveva fatto la Bundesliga. Martedì scorso, anche il presidente della Liga Javier Tebas ha annunciato il ritorno dei tifosi allo stadio per gennaio 2021: non ha dato particolari informazioni su come questo avverrà, limitandosi a dire che “Cominceremo con poche persone”, ma molto probabilmente il sistema non sarà molto diverso dalle fasce inglesi.

A gennaio dovrebbe tornare il pubblico anche nella Ligue 1 francese, secondo quanto annunciato dal governo a metà novembre. Pure in questo caso non è stato ancora ufficializzato un piano preciso, ma le riaperture saranno rapportate alla capienza degli stadi. Nel frattempo, da una settimana il presidente Macron ha allentato le misure del lockdown, mentre i numeri dei contagi sono in discesa.

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Chi invece proprio ieri ha comunicato di voler seguire l’esempio inglese è il Messico: anche in Liga MX il ritorno dei tifosi allo stadio sarà vincolato a un sistema di livelli di rischio, diviso in addirittura quattro fasce. La decisione di aprire al pubblico dovrà essere presa dal club e comunicata alle autorità del campionato, che in base alle indicazioni governative potranno dare o meno l’autorizzazione.

Negli stadi messicani sarà possibile mangiare e bere, a differenza del Regno Unito, ma le partite dovranno essere seguite da seduti e a 1,5 metri di distanza, indossando la mascherina. Gli stadi non potranno riempirsi oltre il 50% della capienza e ai gruppi ultras non sarà consentito l’accesso alle strutture.

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