Com’era il mondo quando la Roma giocò la sua ultima finale europea

Sono passati 31 anni da quando la Roma disputò la sua ultima finale europea, in quel caso fu il ritorno della finale di Coppa Uefa contro l’Inter: un 1-0 firmato da Rizzitelli che non valse a ribaltare il 2-0 dell’andata. Da allora i giallorossi non sono mai andati così avanti in una competizione continentale. Vediamo comunque com’era il mondo il 22 maggio del 1991.

Sampdoria campione d’Italia

Tre giorni prima di quella partita la Serie A fa registrare un momento storico: lo scudetto della Sampdoria. Mai in precedenza i blucerchiati erano riusciti a conquistare il tricolore.

Decisiva in tal senso è la partita contro il Lecce, un 3-0 firmato Cerezo, Mannini e Vialli, che dà la matematica certezza alla squadra allenata da Vujadin Boskov.

Tutti i giocatori si tingono i capelli di biondo e festeggiano un traguardo clamoroso ma non impensabile, visto il crescendo continuo del club negli anni precedenti, sia in Italia che in Europa.

Per la cronaca in quella stagione la Roma chiude al nono posto in campionato, distratta dalla contemporanea cavalcata in Coppa Uefa.

Basket, Caserta tricolore

A suo modo storico è anche ciò che succede nel basket italiano, con il primo titolo per la JuveCaserta, trascinata da due giovanotti nostrani ancora giovani, ma destinati a grandi cose: Nando Gentile e Vincenzo Esposito.

Cade definitivamente in gara-4 di finale-scudetto la favorita della vigilia, quell’Olimpia Milano che ha rispolverato in panchina uno dei suoi più grandi giocatori, e cioè Mike D’Antoni. 

La vittoria di Caserta è la rivincita del sud sul nord, “il primo scudetto che va a sud di Roma”, titolano i giornali, in attesa tanti anni dopo di assistere a un titolo addirittura “Made in Sardegna”, col trionfo di Sassari.

Esposito, Gentile, ma anche il gigante Shackleford, Dell’Agnello, Frank e il panchina il volto inconfondibile di Franco Marcelletti, allenatore gentiluomo.

Foggia promosso in A

Con un 5-1 alla Triestina il Foggia vince il campionato di Serie B e conquista matematicamente anche la promozione in A.

In panchina c’è già Zdenek Zeman, allenatore boemo che alla Roma finirà in due occasioni, con alterne fortune.

Il tifoso medio italiano non è ancora pratico di “Zemanlandia” e non ha ancora fatto conoscenza con attaccanti tipo Signori, Baiano o Rambaudi, ma di lì a pochi mesi rimedierà alla grande.

Per la cronaca contro la Triestina ci pensano proprio Rambaudi (doppietta) e Baiano (tripletta).

“Barton Fink”, il triplete dei Coen a Cannes

Un film molto speciale per una coppia di registi speciale: “Barton Fink” la domenica precedente alla finale di ritorno sbanca il festival del cinema di Cannes conquistando, unicum assoluto, la Palma d’Oro sia per il miglior film che per la miglior regia che per il miglior attore (John Turturro).

Barton Fink, sceneggiatore in crisi d’identità e lavorativa, viene spedito a Hollywood in un albergo angusto e soffocante, dove prova a creare il copione per un film sul wrestling con risultati pessimi.

Riesce a svagarsi solo grazie a un poster in camera di una ragazza in spiaggia e per via degli strani giri del suo vicino di stanza, interpretato da John Goodman.

Per i Coen, comunque, è il primo di una lunga serie di successi.

Croazia verso l’indipendenza dalla Jugoslavia

Sono tempi difficili quelli per l’Europa, alle prese con le tensioni nella non-ancora-ex Jugoslavia.

Dopo le prime spinte indipendentistiche da parte della Slovenia, tocca alla Croazia esprimersi. E lo fa tramite un referendum che è un plebiscito, di fatto, con l’80% dei votanti che dice sì a “una totale autonomia e sovranità nell’ambito di una associazione di Repubbliche”.

Cominciano settimane caotiche che creeranno un’enorme instabilità politica nella zona e che sfoceranno, purtroppo, in un vero e proprio conflitto.