Quanti trofei ha vinto il Milan di Berlusconi

Con la morte del Cavaliere, non possono non tornare in mente e non essere ricordati i successi e i tronfi del Milan di Berlusconi

La scomparsa di Silvio Berlusconi è senza alcun dubbio un lutto che colpisce anche il mondo del calcio. Infatti, al di là di quanto fatto più recentemente con il Monza, portato per la prima volta in Serie A, non possono non tornare in mente e non essere ricordati i grandi successi e i grandi trionfi, in particolar modo in campo internazionale, con il Milan. Un’era che è cominciata il 20 febbraio 1985, quando il Cavaliere ha rilevato le quote di maggioranza della società rossonera. Una società che, dopo esser stato coinvolta in qualche scandalo e aver conosciuto anche la Serie B, è stata in primis totalmente risanata dai debiti. E, nel giro di pochissimo tempo, è arrivato anche il primo titolo, con in panchina Arrigo Sacchi..

Si tratta dello scudetto del 1988, vinto dopo un’appassionante duello con il Napoli. L’anno successivo arriva il primo trofeo internazionale, ossia la Coppa dei Campioni, con il 4-0 in finale con la Steaua Bucarest. Una partita decisa delle due stelle olandesi della squadra, ossia Marco Van Basten e Ruud Gullit. Senza dimenticarsi di un autentico fuoriclasse come Rijkaard. E quest’ultimo, poche settimane dopo, è stato protagonista del terzo trionfo, quello in Supercoppa Italiana con il 3-1 alla Sampdoria. La stagione 1989/1990 è partita poi con un’altra vittoria, quella in Supercoppa Europea, portata a casa nel doppio confronto con il Barcellona. A esser decisivo questa volta è Chicco Evani. E quest’ultimo, soltanto qualche mese dopo, ha portato il Milan sul tetto del mondo, con il gol in Coppa Intercontinentale contro l’Atletico Nacional.

Il 23 maggio 1990 è stato l’anno del bis in Coppa Campioni, dove a doversi arrendere in questo caso è stato il Benfica. Nei mesi successivi sono arrivati altri due bis: quello in Supercoppa Italiana in un’altra doppia sfida contro la Sampdoria e quello nell’Intercontinentale, con il netto 3-0 contro i paraguaiani dell’Olimpia Asuncion. Nel 1992 i rossoneri, che intanto hanno salutato Sacchi e abbracciato Capello, sono tornati a vincere in campo nazionale, aggiudicandosi il secondo scudetto dell’era berlusconiana dopo un bel duello con la Juve. E la ciliegina sulla torta è poi rappresentata dalla Supercoppa Italiana, vinta contro il Parm.a. Tricolore che è stato poi bissato nella stagione 1992/1993.

Il Milan del Cavaliere è entrato ancor di più nella storia nel’estate del 1993, portandosi a casa la prima edizione della Supercoppa Italiana giocatasi all’estero, più precisamente a Washington. Il Torino è stato piegato da un gol di Marco Simone. I meneghini continuano a farsi valere in Italia, dominando il campionato 1993/1994. Ma è quello è stato anche l’anno del 4-0 rifilato al Barcellona nella finale di Coppa Campioni, grazie alle reti di Massaro (due volte), Savicevic e Desailly. Un vero e proprio trionfo, rimasto nella storia. E,  qualche mese dopo, arriva anche il tris consecutivo in Supercoppa Italian, con la Sampdoria costretta ad alzare, ancora una volta bandiera bianca. A completare il cerchio la Supercoppa Uefa, vinta nel febbraio 1995 dopo il doppio confronto con l’Arsenal.

La Serie A 1995/1996 è stata quella del quinto scudetto dell’era berlusconiana. Dopo qualche delusione, il tricolore è tornato nella Milano rossonera nell’annata 1998/1999, con in panchina Zaccheroni. Una vittoria frutto di una grande rimonta sul Milan nel finale di stagione. Un altro ciclo trionfale è stato quello con Carlo Ancelotti, che ha preso il via il 5 novembre 2001. Il primo trofeo è datato 2002/2003, con la prima e unica Coppa Italia di quest’era. In realtà però, il vero trionfo, è stato quello di qualche settimana dopo, quando il Milan è tornato sul tetto d’Europa, superando la Juventus in una finale tutta italiana. Il ciclo è continuato con la Supercoppa Uefa contro il Siviglia e con 17esimo tricolore, il settimo per il Cavaliere. Tricolore che ha portato in bacheca un’altra Supercoppa, vinta nell’agosto del 2004 contro la Lazio.

Nell’estate del 2007, vincendo un’altra Supercoppa Europea, il Milan è divenuto il club più vincente nella competizione. E fine anno i meneghini sono riusciti a tornare anche sul tetto del mondo, battendo 4-2 il Boca Juniors. E questo è stato l’ultimo trofeo dell’era ancelottiana. Il resto è storia recente, con i due trofei, scudetto e Supercoppa vinti con Max Allegri, e la Supercoppa italiana vinta da Montella. Un bilancio che porta a un totale di 31 successi.

Come giocava il Milan di Sacchi

Tra i tanti allenatori che si sono succeduti in quegli anni sulla panchina dei meneghini, a fare la storia è stato senza alcun dubbio Arrigo Sacchi. In molti, ancora oggi, si chiedono come giocasse il suo Milan. Pressing a tutto campo, difesa a zona per mandare sistematicamente gli avversari in fuorigioco e modulo 4-4-2: questi i principi di chi ha cambiato letteralmente il calcio. Perché a fare la differenza sono state senza alcun dubbio le sue idee calcistiche, che si sono in gran parte ispirate al grande Ajax di Johan Cruijff. Insomma, si può davvero che si stato lui l’artefice e lo stratega si quella grande squadra. Tra l”altro è approdato a Milano nell’estate del 1987 dopo una lunga gavetta in panchina e una modesta carriera da calciatore dilettante. Prima però di vincere tutto, in particolar modo in campo internazionale.

Gianpiero Farina
Gianpiero Farina
Sardo d'origine, romano d'adozione. La scrittura e il giornalismo, soprattutto sportivo, e la Lazio le mie più grandi passioni. Cresciuto tra il mare e il mito di Juan Sebastian Veron, ho deciso di trasferirmi nella Capitale per provare a trasformare i miei sogni in realtà. E, quantomeno in parte, penso di esserci riuscito.

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