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Non è tardi per credere ancora in Pellegri

Fonte Immagine: @pietropellegri (Instagram)

Pietro Pellegri è tornato finalmente a giocare con continuità e, adesso, pure a segnare: a 19 anni, il centravanti del Monaco può ancora essere considerato una delle migliori promesse del calcio italiano contemporaneo.

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Forse l’incubo è finalmente concluso, per Pietro Pellegri. Il gol segnato ieri, al 90′ di Lille-Monaco, sarà ininfluente per quel che riguarda il risultato (i monegaschi hanno infatti perso 2-1), ma è fondamentale per l’attaccante italiano, che segna la sua prima rete in stagione e conferma la sua ottima forma attuale.

Può sembrare strano parlare così di un ragazzo che è solo del 2001, eppure Pellegri è da anni considerato una promessa del calcio italiano, passato purtroppo attraverso una serie di infortuni che, prima di questa stagione, gli hanno permesso di disputare appena 101 minuti in tre anni. La sua ultima rete risaliva addirittura all’agosto 2018.

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Il wonderkid del Genoa

22 dicembre 2016, il giorno dell’avvento: a soli 15 anni e 280 giorni (gli stessi che aveva Amedeo Amadei al momento del suo storico esordio con la Roma nel 1936), Pietro Pellegri calcava per la prima volta un campo di Serie A, durante la sfida tra Torino e Genoa. Benché giovanissimo, tutti lo consideravano ormai un futuro campione: da Gasperini, che nella stagione precedente lo aveva già aggregato alla prima squadra, a Juric, che aveva scelto di farlo esordire.

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Preziosi diceva di avere in squadra “il nuovo Messi”, anche se Pellegri è un centravanti da 188 cm. Di certo, era un talento cristallino: aveva bruciato le tappe prima con la Primavera e poi con la squadra maggiore, e tutta Europa aveva gli occhi su di lui. Il Genoa decise di tenerlo e farlo crescere con calma. A maggio 2017 il primo gol, segnato alla Roma; a settembre, la prima doppietta, stavolta alla Lazio, per non scontentare nessuno.

A gennaio 2018 il Monaco, in piena rifondazione dopo la semifinale di Champions e la cessione delle sue giovani stelle, lo prelevò per 31 milioni, pronosticandogli un glorioso futuro nella squadra che aveva plasmando Mbappé e Martial. Ma in Francia, la sua carriera si è arenata: a marzo era già costretto a un primo stop per infortunio, che lo tenne in infermeria 71 giorni, saltando 10 partite.

Il fisico da adolescente non reagì bene agli allenamenti da adulto, e gli infortuni si sommarono, portandolo a restare ai margini del calcio giocato per tre stagioni: 82 partite perse, l’incapacità di trovare la condizione migliore, e la giovane promessa è finita nel dimenticatoio già prima di diventare maggiorenne. Fino adesso.

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Fonte Immagine: @pietropellegri (Instagram)

In estate, Pellegri aveva detto che le cose sarebbero presto cambiate: “Ho lavorato come un matto, questa dev’essere la mia stagione“. A concordare con lui anche l’allenatore dei monegaschi Niko Kovac, che ha deciso fin da subito di dargli fiducia: attualmente, sono già 7 le partite disputate in stagione, più di tutte quelle in cui è sceso in campo negli ultimi tre anni.

Il rilancio di Pellegri

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Il Monaco di oggi non è lo stesso che aveva conosciuto nel 2018: la squadra ha perso molti dei suoi campioni, e ora deve ritrovare la propria identità. I monegaschi, al momento, sono più che altro un rifugio per promesse mancate, come Golovin, Sidibé, Jovetic e Gelson Martins, ma possono anche contare su giocatori affidabili come Fabregas, Volland e Ben Yedder, oltre che su talenti emergenti come Florentino e Geubbels.

Pellegri si ritrova adesso in una squadra che ha tanta voglia di dimostrare ciò che realmente vale, e se il fisico smetterà di dargli problemi, a 19 anni è ancora ampiamente in tempo per recuperare le occasioni perdute. Ci crede lui, ma ci crede anche Roberto Mancini, che dopo il buon inizio di stagione ha scelto di inserire Pellegri nella lista dei 41 convocati per le partite di novembre della Nazionale. Così, Evani lo ha fatto esordire in azzurro nell’amichevole con l’Estonia.

Comunque, è ancora presto per cantare vittoria. Il Monaco è sì quinto in Ligue 1, a un passo dalla zona alta della classifica, ma resta una squadra con molti punti interrogativi; sfortunatamente per Pellegri, l’unica vera certezza è Ben Yedder, che gioca proprio nel ruolo dell’italiano, quello di punta centrale, e, quando l’ex-Siviglia è stato assente, Kovac ha preferito sostituirlo con Volland e Geubbels, invece che rischiare Pellegri dal primo minuto. Il gol al Lille può segnare un nuovo inizio, ma la strada è ancora lunga.

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