Perché l’Italia ha la maglia azzurra, curiosità e storia

Ma perché l’Italia ha la maglia azzurra? Vi siete mai posti questa domanda? C’è molto da scoprire in merito a quello che è un tratto fondamentale della nostra Nazionale.

Perché l’Italia ha la maglia azzurra? Il quesito affonda le proprie radici nel corso degli anni. E non solo la Nazionale di calcio ha adottato questo colore, ma anche altre rappresentative nei vari sport sia individuali che di gruppo.

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Ma fu proprio “il giuoco del pallone” ad avere inaugurato questa tradizione. In origine la divisa della Nazionale era di colore bianco con calzettoni scuri. Tale scelta, si racconta, fu presa per omaggiare la Pro Vercelli, che oltre un secolo fa era la squadra più forte del Paese. I piemontesi, dal 1908 al 1913, lasciarono per strada un solo scudetto, vinto dall’Inter.

Ma ci sono fonti storiche che smontano questa credenza e sostengono come il bianco fosse solo una scelta neutra, in attesa di scegliere un colore definitivo per le divise. Difatti sul perché l’Italia ha la maglia azzurra bisognerà aspettare poco.

Il 6 gennaio 1911 la nazionale si presentò con quella che ancora oggi è la connotazione cromatica attuale nel corso di una partita contro la fortissima Ungheria giocata a Milano e vinta per 1-0.

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Perché l’Italia ha la maglia azzurra

La nazionale italiana nel 1910
Foto dal web

Il bianco rimase per la seconda maglia, della quale si sentì presto la necessità di adottarla visto che anche altre nazionali presentavano tinte vicine a quella italiana, come la Francia.

Anche qui ci sono delle vere e proprie leggende metropolitane, che indicano l’azzurro come rappresentativo del mare e del cielo d’Italia.

O più semplicemente come la necessità di distinguere i giocatori dalla neve, che cadde copiosa proprio in occasione di quella partita di inizio 1911 contro gli ungheresi.

E pure in questa circostanza c’è una spiegazione precisa: l’azzurro era il colore ufficiale dei reali di Savoia, con la Casa che lo adottò già dal 1360 in omaggio al mantello della Vergine Maria.

E difatti come stemma fu impresso anche quello recante la croce sabauda, con un campo bianco a circondare una croce rossa. Accostato poi dal fascio littorio nel ventennio fascista.

I cambiamenti che permangono ancora oggi

In questo periodo – da metà anni ’30 e fino alla Seconda Guerra Mondiale, dove poi ogni evento sportivo venne sospeso – le divise della Nazionale divennero completamente nere e questo era un chiaro richiamo alle ben note camice nere ed al regime.

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Dopo la proclamazione della Repubblica, sparì anche il logo dei Savoia, sostituito dallo scudetto tricolore, rappresentativo anche dei vincitori annuali del campionato.

E ritornò l’azzurro, che comunque era entrato nell’immaginario collettivo e risultava adottato dal 1932 in avanti anche da atleti nostri connazionali in altre discipline sportive.

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