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Perché è iniziata la guerra in Ucraina

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La guerra in Ucraina va avanti ormai da oltre un anno, e ancora non è chiaro come potrà risolversi. Ma perché si sta combattendo? Proviamo a spiegare.

Da oltre un anno il conflitto in Ucraina occupa la cronaca internazionale. Ad oggi, ancora non si vede una possibile soluzione al conflitto, che anzi spesso pare sul punto di raggiungere una nuova fase di escalation. Il numero dei morti complessivi risulta al momento di difficile stima, mentre secondo l’UNHCR, ci sarebbero ormai oltre 6 milioni di profughi ucraini in Europa. Le ragioni storiche del perché è iniziata la guerra in Ucraina sono lunghe, e affondano le loro radici in una situazione che va avanti da diverso tempo. L’Ucraina divenne parte dell’Impero Russo nel corso della seconda metà del Settecento, e lo rimase di fatto fino alla Rivoluzione russa del 1917, da cui nacque l’Unione Sovietica. Tra il 1917 e il 1922, la regione fu attraversata dalla guerra civile tra una fazione indipendentista e una invece socialista, che alla fine prevalse. L’Ucraina divenne una repubblica socialista sovietica e annessa all’URSS, anche se con un certo grado di autonomia.

I sentimenti indipendentisti e anticomunisti di una parte della popolazione ucraina, però, non furono mai del tutto sopiti. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la regione venne invasa e occupata dalla Germania Nazista, e i nazionalisti ucraini, guidati da Stepan Bandera, decisero di collaborare con i tedeschi. Ciò non toglie che una gran parte della popolazione ucraina si opponeva all’occupazione: gli ucraini sono stati la popolazione che ha avuto più vittime nel corso del conflitto, anche perché il paese era abitato da un grande numero di ebrei.

Il periodo sovietico dell’Ucraina è particolarmente importante per comprendere la guerra attuale per due motivi: nel 1954, il governo decise di annettere la penisola di Crimea all’Ucraina, togliendola alla Russia; nello stesso periodo si sviluppò il bacino industriale del Donec, nella regione orientale del paese, a presenza maggiormente russofona (la cosiddetta regione del Donbass). Nel 1991, con la dissoluzione dell’URSS, l’Ucraina divenne uno stato indipendente.

Guerra in Ucraina: dalla Rivoluzione arancione a Euromaidan

Come molti paesi dell’Europa dell’Est, anche l’Ucraina ha vissuto un periodo di forti difficoltà economiche nel corso degli anni Novanta, nella transizione dall’economia socialista a quella capitalista. Uno dei grandi problemi è stato quello rappresentato dalle alleanze internazionali: una parte della popolazione sosteneva già all’epoca il bisogno di avvicinarsi all’Occidente e magari anche entrare nella NATO; un’altra, invece, era favorevole a un rafforzamento dei rapporti con la Russia.

A lungo, al potere si sono alternati presidenti filo-occidentali e filo-russi, fino a che nell’autunno del 2004 non sono scoppiate proteste contro il Presidente Viktor Yanukovic, vicino a Mosca (e al suo nuovo Presidente, Vladimir Putin). Si tratta della cosidetta Rivoluzione arancione, che contestava brogli elettorali da parte di Yanukovic, portò a nuove elezioni, che videro la vittoria del filo-occidentale Viktor Yushenko, ma non la fine dell’instabilità politica.

Negli anni successivi, l’Ucraina continuo a essere divisa tra le due fazioni, acuite anche dall’atteggiamento della Russia, che nel 2008 intervenne militarmente per sostenere i separatisti in Abkhazia e Ossezia del Sud, due regioni filo-russe della Georgia. Nel 2010, Yanukovich tornò a vincere le elezioni, riavvicinando il paese a Mosca, mentre contemporaneamente avveniva la discussa incriminazione della sua principale rivale, Yulia Tymoshenko, per abuso d’ufficio.

Ciò ha condotto, nel 2013, allo scoppio di nuove proteste contro Yanukovich e a favore dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. All’inizio del 2014 le proteste si intensificarono, concentrandosi in particolare in piazza Maidan a Kiev (da cui il nome della protesta, Euromaidan). Di consegienza, Yanukovich lasciò il paese, Tymoshenko venne scarcerata, e la fazione filo-occidentale tornò al governo.

Guerra in Ucraina: le questioni di Crimea e Donbass

Subito dopo le proteste di piazza Maidan, scoppiarono altre manifestazioni in Crimea, stavolta a favore di un riavvicinamento alla Russia. I rivoltosi, appoggiati da Mosca, presero il controllo della penisola, instaurando al governo Sergej Aksenov, che subito organizzò un referendum per l’indipendenza. Nel marzo 2014, la Crimea si dichiarò prima indipendente dall’Ucraina, e poi accettò l’annessione alla Russia. Per contro l’Ucraina ha sempre rivendicato il territorio come proprio.

Il mese successivo, altre rivolte scoppiarono nella regione orientale del Donbass, che finì in parte sotto il controllo di milizie filo-russe. A questo punti, l’Ucraina decise di contrattaccare, dando ufficialmente il via alla cosiddetta guerra del Donbass: da un lato l’esercito di Kiev, appoggiato da milizie nazionaliste ucraine, e dall’altro i ribelli filo-russi, appoggiati da Mosca. La situazione si è protratta fino al 24 febbraio 2022, quando l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, allargando il conflitto.

Quali sono i motivi della guerra in Ucraina

Le ragione dell’invasione russa dell’Ucraina sono molteplici. A un primo livello, Putin rivendica il diritto di difendere i territori russofoni nel Donbass e in Crimea dai tentativi di riannessione da parte di Kiev. Ma su un piano più profondo, la Russia vuole assicurarsi che l’Ucraina non entri nella NATO e nella UE, come fatto in precedenza da altri paesi dell’Europa dell’Est.

L’allargamento della sfera di influenza della NATO comporta una riduzione di quella della Russia, che rischia di ritrovarsi non solo quasi isolata dal resto dell’Europa, ma anche con basi militari e radar appena oltre i propri confini. Questo si scontra decisamente con i progetti di Vladimir Putin, che dalla sua ascesa al potere nel 2000 ha cercato di allargare l’area di influenza russa, a costo anche di alimentare conflitti nazionalisti nei paesi limitrofi (come ad esempio in Georgia), dove poi intervenire militarmente per supportare la creazione di repubbliche separatiste sue alleate.

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