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Molestie nel calcio femminile: licenziato allenatore USA

Fonte: @BostonBreakers (Twitter) / meleanashim (Instagram)

Scandalo nel calcio femminile statunitense: un’inchiesta rivela ripetuti casi di molestie commessi da uno dei più noti allenatori del paese, Paul Riley

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Uno scandalo senza precedenti si è abbattutto sul calcio femminile statunitense, il movimento più solido e famoso a livello globale nel football delle donne: un’inchiesta di The Athletic ha riportato i casi di due calciatrici che hanno denunciato per molestie Paul Riley, uno degli allenatori più noti nel settore.

Riley, in questa stagione, allenava il North Carolina Courage, un club molto famoso e vincente in Nord America, campione nazionale nel 2018 e nel 2019, e quindi detentore del titolo, visto che la stagione 2020 è stata sospesa a casa della pandemia. All’uscita dell’inchiesta, la società ha immediatamente licenziato il tecnico.

Molestie nel calcio femminile USA: cos’è successo

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Al centro dell’inchiesta condotta da Megan Linehan ci sono le calciatrici Sinead Farrelly e Mana Shim, che hanno rivelato con precisione il modus operandi di Riley, ripetutosi negli anni in più occasioni. “Mi sentivo sotto il suo controllo” ha spiegato Farrelly, sensazione confermata anche dalla collega.

Tutto è iniziato nel 2011, quando Farrelly, all’epoca 21enne, venne scelta con il numero 2 del Draft dal Philadelphia Independence, allenato da Riley, che aveva 47 anni ed era un allenatore emergente (quell’anno sarebbe stato premiato come Coach of the Year). Fin da subito il tecnico iniziò a dimostrare particolare interesse per la ragazza, ma presto passò da un semplice atteggiamento paterno agli abusi psicologici.

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Secondo l’accusa, il dominio mentale di Rilet su Farrelly era tale da controllare praticamente la sua carriera, e quando nel 2014 lui passò alla guida del Portland Thorns lei lo dovette seguire. Qui, il suo interesse si estese anche alla 23enne promessa locale Meleana Shim, detta “Mana”, con cui iniziò ad applicare lo stesso comportamento usato nei confronti di Farrelly.

Le due giocatrici hanno raccontato a The Athletic che le molestie dell’allenatore andavano da commenti inopportuni sulla loro vita personale e sessuale, fino alle richieste di esibirsi in atteggiamenti intimi di fronte a lui, minacciandole che in caso contrario avrebbe punito l’intera squadra con allenamenti supplementari.

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Le conseguenze sulla carriera

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Farrelly e Shim, entrambe centrocampiste, erano ritenute due grandi promesse del calcio femminile statunitense, ma i ripetuti abusi subiti da Riley hanno finito per minare le loro carriere a livello psicologico. Nessuna delle due, infatti, è mai riuscita a esordire nella Nazionale maggiore, nonostante entrambe abbiano fatto parte (Farrelly in particolare) delle selezioni giovanili con ottimo successo.

Shim riuscì a sottrarsi alle molestie dell’allenatore: nel 2015 si trasferì a giocare in Giappone, e successivamente in Svezia, rientrando negli Stati Uniti solo nel 2018 per giocare con lo Houston Dash, con cui è ancora sotto contratto. Per Farrelly le cose non sono andate altrettanto bene: nel 2016 si è trasferita al Boston Breakers, ma a causa di un infortunio originato da un incidente automobilistico non è mai riuscita a scendere in campo; è così presto passata al Seattle Reign, ma anche qui senza mai giocare, ritirandosi infine a dicembre 2016, a soli 27 anni.

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Dopo la parentesi al Portland Thorns, invece, Paul Riley divenne allenatore del Western New York Flash, e poi del North Carolina Courage, conquistando tre scudetti consecutivi e affermandosi come uno dei migliori tecnici del Nord America.

Le conseguenze dell’indagine

Lo scandalo sulle molestie sessuali nel calcio femminile ha travolto la carriera di Riley al suo apice, e anche se l’allenatore anglo-americano (è nato a Liverpool, ma è cresciuto negli Stati Uniti, giocando a calcio a livello universitario a New York) ha dichiarato di essere assolutamente innocente.

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Dalla parte di Farrelly e Shim si è subito schierata Alex Morgan, una delle più famose calciatrici al mondo, che nel 2015 giocava al Portland Thorns e spalleggiò nel compagne nella loro denuncia interna alla società, che portò al licenziamento di Riley nel 2015. Le motivazioni dell’esonero, però, rimasero segrete.

All’uscita dell’inchiesta su The Athletic, Morgan ha pubblicato un comunicato sui social che denuncia la stessa National Women’s Soccer League (la cui presidente Lisa Baird si è detta disgustata dai crimini di Riley), che sarebbe stata da tempo informata delle accuse ma avrebbe deciso di mantenere il silenzio e non compromettere la carriera del tecnico.

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