Home Calciomercato Malinovskyi, l’agente: ‘Mai avuto problemi con Gasperini! Mykolenko? Vorrei portarlo in Italia’

Malinovskyi, l’agente: ‘Mai avuto problemi con Gasperini! Mykolenko? Vorrei portarlo in Italia’

Fonte: profilo IG @mykola_16

Il procuratore di Malinovskyi e Kovalenko difende Gasperini dall’attacco di Castagne: “I professionisti devono sapersi adattare” mentre sul futuro di Mykolenko apre alla Serie A: “Per lui sarebbe meglio della Premier”

Seguendo il doppio binario tipico della sosta, e quindi tra nazionali e mercato, abbiamo fatto due chiacchiere con Sergiy Serebrennikov, agente degli ucraini dell’Atalanta Malinovskyi e Kovalenko, oltre che del gioiello della Dinamo Mykolenko. Ecco in esclusiva le sue parole a MinutiDiRecupero.it:

Siamo in periodo di sosta, quindi iniziamo dalla nazionale Ucraina. Shevchenko ha fatto un lavoro straordinario, ma a conti fatti all’Ucraina, che domani affronta il Kazakistan, manca una vittoria da ben 5 partite. Come mai?
“Innanzitutto concordo col dire che Shevchenko ha fatto un grande lavoro, con tutto il suo staff. Quella ucraina oggi è tutta un’altra nazionale rispetto a ciò che era nel periodo precedente. E’ vero non vincono da un po’, ma hanno avuto un po’ di problemi con il Covid e affrontato avversari ottimi come la Svizzera o fortissimi come la Francia. Forse pareggiare contro la Finlandia è stato deludente ed è questa l’unica partita in cui c’è da recriminare. Questo genere di partite ci si aspetta di vincere ed è stato commesso qualche errore di troppo, ma parliamo di una squadra molto giovane e la cosa più importante che ha fatto Sheva è stato dare fiducia a questi ragazzi, guardando alla crescita sul lungo periodo più che al risultato immediato e ora e in futuro l’Ucraina potrà dare fastidio a tutte le big”.

Anche grazie a Malinovskyi, che all’Atalanta dopo la partenza del Papu sta trovando spazio con maggior regolarità.
“Non credo c’entri il Papu, l’anno scorso il Papu c’era e Malinovskyi giocò comunque un’ottima stagione, soprattutto nella parte finale. Non vedo collegamenti tra la partenza di Gomez e la crescita di Ruslan. Poi è normale che il calcio prevede che alcuni calciatori vadano via e altri abbiano così più chance. In ogni caso Ruslan sta facendo bene, poi a qualsiasi giocatore piace giocare di più. Tutto procede per il meglio, il ragazzo sta crescendo e potrà essere molto importante per il finale di stagione dell’Atalanta”.

Un’altra grande stagione… anche se talvolta si è avuta addirittura la sensazione di poter fare ancora di più.
“Si, perché ormai pensiamo all’Atalanta come una grande. Questo gruppo e questo club sono cresciuti molto e vederli giocare è bellissimo. Forse avrebbero potuto avere qualche punto in più ma gli alti e bassi quest’anno hanno riguardato un po’ tutti. Secondo me però hanno fatto bene anche nei momenti difficili, giocando comunque un buon calcio e ottenendo buoni risultati. Ora il finale di stagione sarà determinante, per la Champions ci sono tante squadre in pochissimi punti. Sono sicuro che Gasperini saprà come fare per riportare l’Atalanta nella massima competizione europea”.

La stima per il tecnico quindi resta immutata, malgrado Kovalenko abbia avuto così poco spazio…
“La cosa che più mi conforta su Kovalenko è che trovo sia perfetto per il sistema Atalanta e per il suo stile di calcio, certo ha bisogno di adattarsi. Questo periodo gli servirà di come adattamento, par abituarsi alla nuova cultura, al tipo di calcio e anche imparare la lingua. Credo che il vero Kovalenko lo vedremo a partire dal prossimo anno. Poi magari si affermerà prima, ma Gasperini non è il tipo di allenatore che lancia i nuovi prima che abbiano assimilato al meglio i suoi dettami e si si adattino perfettamente al sistema”.

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Castagne ha detto che Gasperini si arrabbia troppo e con un allenatore così non riusciva a rendere al meglio. Cosa ne pensa?
“Castagne era abituato a giocare in Belgio dove magari si lavora in modo diverso, per quanto riguarda i miei, né Malinovskyi né Kovalenko hanno avuto mai avuto nulla da ridire  e non mi hanno mai raccontato di avere problemi con il metodo di Gasperini. Ciò dipende da come diversi calciatori si adattano a diversi allenatori. Ogni allenatore fa a modo suo e un professionista deve sapersi adattare alle circostanze”.

Cosa c’è nel futuro di questi due ragazzi? Esiste un’ipotesi prestito per Kovalenko?
“Per Kovalenko non ho notizie di un’ipotesi prestito, non sarebbe logico e non credo sia nei loro piani. Se credi in un giocatore devi concedergli il tempo di adattarsi e per farlo deve restare nel suo club. Su Malinovskyi ci sono sempre tante voci. Se arriverà un’offerta concreta e vantaggiosa ovviamente l’Atalanta la valuterà, ma in mancanza di ciò parliamo di un giocatore che a Bergamo sta bene e che ha un contratto molto lungo (scadenza 2024). Rinnovo? Preferisco non parlare di queste cose, in ogni caso non c’è un’urgenza da questo punto di vista. Il contratto è ancora sufficientemente lungo”.

Il fiore all’occhiello della vostra agenzia sarà però presto Vitaliy Mykolenko, terzino sinistro di bellissime speranze. Cosa può dirci sul futuro del classe ’99 della Dinamo Kiev che piace a mezza Europa?
“Mykolenko viene accostato un po’ a chiunque in questo periodo. Questo perché è un giocatore giovanissimo ma che a quell’età ha già giocato partite di Champions e in nazionale. Dal mio punto di vista, potrebbe giocare davvero dovunque. Su di lui ci sono molti interessamenti, ma ancora nulla di veramente concreto al momento a essere onesti”.

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Lo vedremo in Italia o è già quel tipo di giocatore che sogna solo la Premier?
“Innanzitutto io con credo che la Premier sia uno step migliore della Serie A, specie per giocatori come lui. Parliamo di un ragazzo di grandi qualità ma che deve imparare molto tatticamente e come mentalità e l’Italia è perfetta per questo. Amo il modo di fare calcio in Italia perché per i giovani è come un addestramento. A me personalmente piacerebbe tantissimo portarlo lì da voi”.

Si parlava di Napoli, ora anche di derby tra Inter e Milan…
“E sono tutti grandissimi club e il calciatore ha le qualità per giocare in ognuno di essi, ma è troppo presto per parlarne…”

di Andrea Falco

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