Home Calcio Estero Juventus Dinamo Kiev 3-0, l’analisi: tre spunti dal match

Juventus Dinamo Kiev 3-0, l’analisi: tre spunti dal match

Fonte immagine: @juventus (Instagram)

Una vittoria rotonda non cancella i tanti dubbi che i bianconeri si portano dietro da settimane: qualche spunto da Juventus Dinamo Kiev

Juventus Dinamo Kiev è andata più o meno come i tifosi bianconeri si aspettavano. Dopo tante partite, finalmente, la squadra di Andrea Pirlo affronta un avversario abbastanza abbordabile che non ha più nulla da dire alla Champions League, e così arriva una vittoria netta e rotonda, che serve soprattutto ad allentare almeno un po’ la pressione sulla compagine piemontese.

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Infatti, nelle ultime settimane la Juventus è stata parecchio criticata per diversi passi falsi, ultimo dei quali l’inopinato pareggio di Benevento, ma già durante lo scorso turno di coppa ai tifosi non era andata già la vittoria arrivata solo in extremis contro il Ferencvaros. Meno fatica, invece, ha richiesto il match con la squadra di Lucescu, battuta 3-0 grazie alla 750esima rete di Ronaldo e ai gol di Chiesa e Morata.

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Juventus Dinamo Kiev, Chiesa incide

Juventus Dinamo Kiev è stata – finalmente, direbbe qualcuno – la partita di Federico Chiesa. Ovviamente il livello dell’avversario ha abbastanza aiutato, ma l’esterno ex Fiorentina aveva bisogno di una prestazione di questo tipo. Suo il gol che apre la contesa dopo una ventina di minuti, suo anche il pallone borseggiato per dare il là alla rete del 2-0.

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Lo sviluppo del gioco bianconero lo ha aiutato parecchio: Chiesa è stato spesso messo in condizione di colpire sul lato debole, servito in ampiezza e aiutato dallo spazio che si veniva a creare per puntare l’avversario. Che ha saltato quasi sempre per 75 minuti abbondanti, prima che Pirlo mandasse in campo al suo posto il più fresco Kulusevski.

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Dipendenti dall’attacco

Va però detto che, ancora una volta, è stato l’attacco il grande protagonista in casa bianconera. Juventus Dinamo Kiev è stata infatti aperta da Chiesa, ma per allontanare definitivamente gli spettri e chiudere i giochi sono serviti ancora i gol di Morata e Ronaldo. Questo è un vero e proprio gap, perché la Juventus – dati alla mano – è una delle squadre che ha mandato in gol meno effettivi.

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Per questo Pirlo deve per forza sperare che il tono dei suoi esterni salga, in modo tale da aggiungere reti laddove mancano. Occupando il fronte offensivo con tanti uomini, i bianconeri possono ragionevolmente pensare di diventare più efficaci sulle fasce laterali, considerato anche il fatto che – rispetto alla squadra allenata da Sarri – questa Juve sta dimostrando di cercare con più insistenza i cambi di gioco.

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Un modulo da consolidare

In molti si sono chiesti quale sia il modulo principale della squadra allenata da Pirlo. In Juventus Dinamo Kiev abbiamo visto un 3-5-2 meno fluido del solito, con i laterali a tratteggiare il mutamento dell’abito tattico a partita in corso. Molto dipende dal lavoro che a Chiesa e Alex Sandro, rientrato bene dopo lo stop, viene richiesto.

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Contrariamente al recente passato, in fase di possesso stavolta non abbiamo visto il 3-4-1-2, visto che in campo non erano presenti centrocampisti con la rifinitura nelle corde. L’unica semi-eccezione è stata McKennie, che talvolta si sganciava per cercare la profondità, senza però mai andare a pressare alto il portatore di palla avversario.

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