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30 anni fa iniziavano i Mondiali di Italia 90. Sarà l’ultima partecipazione ad una competizione mondiale di quattro nazionali prima della loro scomparsa: la Germania dell’Ovest, campione del torneo, l’URSS, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia. Italia 90 è Totò Schillaci e la sua esultanza con gli occhi spiritati, l’Argentina di Maradona e il talento di Roberto Baggio, la solidità della Germania, l’esordio sfavillante della Costarica e la soddisfazione dell’Inghilterra. Ma quale fu l’autentica sorpresa del torneo? Chi invece deluse le aspettative in quella competizione?

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Italia 90, l’exploit del Camerun

Per il Camerun si trattò della seconda qualificazione ad un mondiale dopo l’esordio nel 1982. Il sorteggio li inserì nel gruppo B assieme all’Argentina campione in carica, alla Romania e all’Unione Sovietica. La squadra era composta da diversi calciatori che giocavano in Europa: il portiere Thomas N’Kono (idolo di Buffon), i difensori Benjamin Massing ed Emmanuel Kundé, il centrocampista Kaya-Biyik e in pompa magna l’attaccante Roger Milla.

Quest’ultimo, classe 1952, aveva smesso due anni prima di giocare in nazionale ma una telefonata dell’allora presidente del Camerun Paul Biya lo convinse a tornare. Sulla panchina dei leoni indomabili c’era il sovietico Valerij Nepomnjaščij .

L’8 giugno 1990 a San Siro si disputò Argentina-Camerun, la prima partita di Italia 90. L’Albiceleste non incide ed i leoni indomabili, nonostante le espulsioni di Kaya-Biyik e Massing, riusciranno a vincere grazie ad un colpo di testa non irresistibile di François Oman-Biyik al 66′. La seconda partita contro la Romania si gioca al San Nicola di Bari: dopo più di un ora di gioco senza grandi emozioni, l’ingresso in campo di Roger Milla si rivelerà fondamentale, con una doppietta che deciderà il match.

Seconda vittoria, qualificazione agli ottavi e primo posto nel girone in cassaforte. Nell’ultima partita contro l’URSS, giocata sempre a Bari, gli africani lasceranno ampi spazi ai sovietici che vinceranno per 4-0 con le reti di Protasov, Zygmantovic, Zavarov e Dobrovolski.

L’Inghilterra di Lineker e i rigori dubbi

Negli ottavi c’è la Colombia: si gioca il 23 giugno al San Paolo di Napoli. Gara equilibrata per tutto l’arco dei novanta minuti che si protrae fino ai tempi supplementari. Nella ripresa risolve ancora una doppietta di Roger Milla nel giro di quattro minuti grazie anche alla complicità del funambolico portiere colombiano Higuita. I frame di quel gol entrano di diritto nella storia del calcio.

Ai quarti c’è invece l’Inghilterra, che agli ottavi ha fatto fuori il Belgio. Si gioca il 1 luglio sempre al San Paolo di Napoli. La gara è giocata a ritmi altissimi da entrambe le parti: vanno avanti gli inglesi al 25′ con un colpo di testa di David Platt ma al 61′ viene fischiato un rigore al Camerun che Koundè trasforma. Gli africani hanno il morale a mille e dopo quattro minuti passano in vantaggio con uno scavetto sotto porta di Ekekè.

Il Camerun corre il doppio degli inglesi e può chiudere la partita, ma a sette minuti dal termine viene fischiato un rigore all’Inghilterra: dal dischetto Gary Lineker non sbaglia. Nel tempi supplementari continuano a fioccare palle gol per gli africani, ma al 105′ un altro rigore, molto dubbio, condanna il Camerun. A siglarlo ancora Lineker.

Il Camerun tornerà a casa a testa altissima, consapevole di essere entrato per sempre nella storia del calcio africano. Fu l’inizio di un’epopea di calciatori africani che negli anni seguenti inizieranno ad emigrare in massa in Europa andando a vincere numerosi trofei. Rimarrà nella storia anche Roger Milla, in grado di segnare 4 reti all’età di 38 anni.

Quattro anni dopo negli USA riuscirà anche a fare di meglio, diventando il giocatore più longevo a segnare una rete in un Mondiale. Il record del Camerun è stato poi raggiunto dal Senegal nel 2002 e dal Ghana nel 2010.

Italia 90: la delusione Olanda

La squadra che ha deluso durante Italia 90 non può che essere l’Olanda. Nonostante la qualificazione agli ottavi, ci si aspettava molto di più dai tulipani che due anni prima avevano vinto l’Europeo. La squadra era rimasta più o meno la stessa ed il calcio olandese, a livello di club, stava andando alla grande. Le stelle erano ovviamente i tre olandesi del Milan: Rijkaard, Gullit e Van Basten. Quest’ultimo era stato capocannoniere in Serie A, Pallone d’Oro nel 1988 e nel 1989 ed aveva guidato il trionfale Milan di Arrigo Sacchi.

L’Olanda venne sorteggiata nel girone F con Inghilterra, Irlanda ed Egitto, giocato interamente fra Palermo e Cagliari per paura degli hooligans. La gara d’esordio contro l’Egitto si gioca in Sicilia il 12 giugno: i Tulipani passano in vantaggio al 58′ con Kieft, ma vengono raggiunti a 7 dal termine dal rigore di Abdelghani. La seconda gara contro l’Inghilterra invece si gioca in Sardegna e termina a rete inviolate, in un match privo di emozioni.

La terza sfida si gioca nuovamente in Sicilia contro l’Irlanda e si conclude ancora sul punteggio di parità: ad aprire le marcature al 10′ è Gullit ma al 71′  Quinn regala il pareggio ai verdi che termineranno a pari punti con gli olandesi. Si deciderà con il sorteggio che darà il secondo posto nel girone all’Irlanda e lascerà i tulipani fra le migliori terze.

Agli ottavi di Italia 90 quindi la sfida è contro la bestia nera Germania dell’Ovest: si gioca a Milano il 24 giugno. La gara è molto tesa e al 21′ vengono espulsi sia Voeller che Rijkaard, dopo un diverbio abbastanza animato per un presunto fallo dell’attaccante all’epoca in forza alla Roma ai danni del portiere olandese Van Breukelen. Al 52′ sblocca la gara Klinsmann, imbeccato splendidamente in area da Buchwald.

All’82’ Brehme con un tiro da fuori raddoppia e chiude di fatto la gara, inutile il rigore di Koeman all’88’. A tornare a casa è quindi l’Olanda e pesare è soprattutto il rendimento Marco Van Basten, mai imbeccato dai compagni e probabilmente stanco durante l’intera competizione in virtù dell’impegnativa stagione precedente.