Perché Inzaghi sostituisce sempre i giocatori ammoniti

simone inzaghi inter
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Simone Inzaghi ha sviluppato un’ossessione per sostituire i giocatori ammoniti, che secondo molti tifosi danneggia la squadra: quale l’origine di questa cosa?

Ci risiamo: ancora una volta essere ammoniti, per un giocatore dell’Inter, comporta un’alta probabilità di venire sostituiti dall’allenatore. I tifosi nerazzurri ormai conoscono bene questa particolarità di Simone Inzaghi, e i social sono ormai da tempo pieni di lamentele e battute umoristiche in proposito.

Questa strategia è ormai uno dei tratti distintivi dell’allenatore piacentino, e molti appassionati se ne sono ormai resi conto durante la partita contro l’Udinese del 18 settembre, persa alla fine 3-1 dai nerazzurri: in quell’occasione, Inzaghi arrivò a sostituire ben due giocatori – Bastoni e Mkhitaryan – già alla mezz’ora del primo tempo, quando il risultato era ancora sull’1-1. Ieri, nella sconfitta contro la Roma, è toccato ad Asllani venire sostituito 5 minuti dopo essere stato ammonito.

Simone Inzaghi sostituisce gli ammoniti: l’origine della storia

Da un punto di vista razionale, la decisione di Inzaghi ha una sua logica: sostituire un giocatore ammonito prima che possa prendere un secondo cartellino giallo, venendo così espulso e lasciando la squadra con un uomo in meno. Molti tifosi però fanno notare che i calciatori sono professionisti, e dovrebbero sapere come gestire un’ammonizione durante una partita: infatti, generalmente gli altri allenatori fanno questi cambi con molta più parsimonia rispetto a quello dell’Inter.

La strategia di Inzaghi, che per qualcuno sarebbe una vera e propria “paranoia”, avrebbe però un’origine storica ben precisa, che risale all’epoca in cui era ancora allenatore della Lazio. L’episodio risalirebbe al 20 gennaio 2019, durante un Napoli Lazio: i Partenopei erano in vantaggio 2-0 alla fine del primo tempo, ma nella ripresa Immobile riusciva ad accorciare le distanze, e la Lazio sembrava poter ribaltare la partita. Ma, dopo soli 5 minuti dalla rete dell’attaccante, Acerbi si faceva espellere per doppia ammonizione, arrestando la rimonta biancoceleste.

Chiaramente un episodio sfortunato, ma la cosa finì per ripetersi il 6 ottobre 2019 a Bologna. In un primo tempo scoppiettante, la Lazio era riuscita due volte a rimontare l’iniziale vantaggio degli emiliani, e puntava ora a vincere il match. Nei primi minuti del secondo tempo, era stato ammonito Lucas Leiva, e Inzaghi aveva deciso di mettere dentro Parolo al suo posto, ma all’ultimo aveva ritardato il cambio di pochi minuti: Leiva fu ammonito una seconda volta ed espulso, e la partita terminò infine sul pareggio.