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Finalmente Griezmann è diventato fondamentale per il Barcellona

Fonte immagine: @sportli26181512 (Twitter)

Il 2021 sta diventando l’anno di Griezmann, rilanciatosi nell’attacco del Barcellona. Fondamentale l’incontro con Koeman: “Conosco le sue qualità”

Gli ultimi due anni del Barcellona sono stati letteralmente costellati dalle delusioni, in campo e fuori. Prima la tragica sconfitta nella Supercoppa 2020 che è costata la panchina a Valverde, poi il fallimento di Quique Setién, il caso Messi, il rilancio con Koeman e il Barça-gate, conclusosi con le dimissioni di anticipate di Bartomeu e il ritorno alla presidenza di Laporta.

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Poi, i debiti. Tanti, tantissimi debiti, creati anche dal contributo massiccio dato dai 120 milioni di euro spesi due anni fa per portare Antoine Griezmann al Camp Nou. La prima annata di Grizzie a Barcellona non è stata positiva e, a dirla tutta, anche le vibrazioni agli esordi dell’attuale non è che lasciassero molti spiragli di speranza. Invece, soprattutto in questo primo scorcio di 2021, il francese è rinato: lotta, segna e fa segnare, o meglio, fa semplicemente quello che da lui ci si attendeva sin dal principio della sua avventura.

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L’importanza di Koeman

Se Griezmann è tornato a splendere, molti dei meriti vanno ascritti al grande lavoro portato avanti da Koeman, che con il passaggio al 3-1-4-2 ha riportato il francese dentro al campo, permettendogli di essere più affilato in fase di rifinitura e realizzativa. Il francese ha ripagato la fiducia trasformandosi in un punteruolo perfetto nello scalfire le difese avversarie, svariando e aprendo spazio nei quali, in particolar modo, va a nozze Messi.

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Inutile dire che anche tra i due il feeling è parecchio migliorato, come dimostrano i sempre più frequenti abbracci dopo i rispettivi gol. Griezmann, infatti, riportato nel suo ruolo è tornato a rendere come ai tempi della Real Sociedad, società che gli spalancò le porte del calcio più tecnico del mondo, quello spagnolo, e gli permise di mettersi in vetrina prima di spedirlo all’Atletico Madrid. Con Simeone è definitivamente esploso, con Koeman sta completando un profondo percorso di maturazione.

Griezmann, l’equivoco tattico (risolto)

Perché Griezmann ci ha messo così tanto a (riuscire a) imporsi? Le motivazioni sono principalmente due. La prima è di carattere tattico: banalmente, da quando Bartomeu lo acquistò a cifre stellari, il francese è sempre e solo stato schierato da esterno offensivo in un attacco a tre, perché nell’immaginario collettivo l’ex colchonero veniva visto come il naturale ricambio di Neymar.

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In secondo luogo, Griezmann ha dato più volte dimostrazione di essere un tipo abbastanza introverso. Il suo arrivo a Barcellona fu accompagnato da tanto scetticismo: mentre il calciatore faticava a inserirsi nello spogliatoio, la stampa catalana parlava di nucleo storico scontento verso quella persona che aveva rifiutato il Barcellona, con tanto di video strappalacrime verso i tifosi dell’Atletico, soltanto l’estate prima.

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Messi e soci, pare, rivolevano Neymar, ma Bartomeu gli aveva portato un Griezmann totalmente incapace di imporsi, dentro e fuori dal campo. Le prestazioni negative si sono succedute per mesi, fino a quando è arrivato Koeman che ha cominciato a considerarlo come risorsa, non come un peso: “Ha grandi qualitàdisse l’olandese a inizio stagione – è mio compito metterlo nelle condizione di rendere al massimo”. Dopo vari tentativi, l’esperimento sembra perfettamente riuscito.

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