Giocatori più anziani in attività

Quali sono i giocatori più anziani in attività? Un compendio, più che un classifica, ci da un affresco di come la gioventù sia sopravvalutata, almeno in questi rari e specifici casi. 

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Dal Giappone all’Italia, passando per il Nord Africa e per il Sud America. Quali sono i giocatori che, nonostante l’età, incidono di più sul proprio campionato? 

Giocatori più anziani: i ritirati 

Partiamo dalla storia, cioè da tutti i giocatori che hanno indossato gli scarpini nel passato rimanendo fondamentali per le proprie squadre anche in età avanzata. Il primo della lista è Roger Milla, il cui gol alla Colombia nel corso del Mondiale italiano nel 1990 è rimasto iconico nella memoria dei tifosi. 

La sua carriera è andata avanti fino all’età di 42 anni, nel 1996, quando lasciò il Putra Samarinda in Indonesia e il Cameron dopo 102 presenze e 28 gol. 

A 43 anni si è invece ritirato Marco Ballotta, leggendario portiere della nostra Serie A. Nato nel 1964 a Casalecchio del Reno, l’ex portiere di Lazio, inter e Parma tra le altre, si era ritirato nel 2016, prima di tornare in campo con la maglia del Castelvetro dal dicembre 2019. Ah, è anche stato il portiere più anziano a giocare una gara di Champions League a 43 anni e 253 giorni contro il Real Madrid. 

Teddy Sheringham, Hall of Famer del calcio inglese dal 2009, si è ritirato nel 2008 all’età di 42 anni. Nella sua carriera ha vinto il treble con il Manchester United nella stagione 1998-99 segnando il gol del momentaneo pareggio in finale contro il Bayern Monaco e, nel 2006, è diventato il più vecchio marcatore in una gara di Premier League grazie al gol segnato contro il Portsmouth nel Boxing Day di quell’anno. In carriera ha segnato 353 gol in 909 gare. 

Campione del Mondo, Pallone d’oro, campione d’Europa e stella della nazionale verdeoro: Rivaldo ha lasciato il calcio all’età di 43 anni, dopo aver diffuso la sua classe in due continenti e una dozzina di squadre di club. Con il Brasile ha segnato 35 gol in 73 partite, vincendo il Mondiale del 2002 al fianco di Ronaldo e Ronaldinho. 

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A 45 anni è il calciatore più anziano ad aver giocato in Serie A: Andrea Pierobon si è ritirato nel luglio 2015 dopo aver vestito le maglie di Spal e Venezia tra le altre. Nato nel 1969, ha scelto il Cittadella come squadra per appendere i guanti al chiodo. 

Portiere classe 1951, John Burridge si è ritirato nel 1998 dopo una carriera tra alti e bassi. Alle maglie del Manchester City, dell’Aston Villa e del Crystal Palace ha alternato infatti quelle del Falkirk FC, Darlington e Blyth Spartans, ultima compagine a godere dei suoi servigi. Oggi segue la preparazione dei portieri in India, al Kerala Blaster FC. 

Essam El Hadary è invece una vera e propria leggenda per il suo paese: ritiratosi lo scorso novembre all’età di 47 anni, con la maglia del Nogoom FC, il portiere egiziano è il più vecchio calciatore ad aver messo piede in una partita di un Mondiale. Non solo: nella partita della campagna di Russia 2018 contro l’Arabia Saudita, El Hadary para un rigore aggiungendo un’aura leggendaria al record di longevità. 

Solo due giocatori davanti alla leggenda nord africana: Socrates, il filosofo brasiliano che passò anche da Fiorentina e Roma e autore della Democracia Corinthiana a San Paolo, e Sir Stanley Matthews, primo pallone d’oro della storia. 

Nato nel 1915, l’ala destra inglese vinse il primo Pallone d’oro messo in palio per i soli calciatori europei nel 1956 (a 41 anni), ritirandosi 9 anni dopo. In carriera ha vestito le maglie dello Stoke City e del Blackpool. 

In giro per il mondo

Ma spostandoci di epoca e giungendo all’attualità, sono quattro i calciatori attualmente in attività che onorano il record di longevità dei propri predecessori. 

In Brasile, esattamente al Cearà FC, troviamo Fernando Prass. Portiere nato nel 1978, in questa stagione ha giocato 22 partite subendo 33 gol e mantenendo la porta inviolata per ben 6 occasioni. In carriera ha giocato anche con il Vasco Da Gama, Gremio e Palmeiras, per poi esordire con la maglia della Seleçao Olimpica nel 2016, a 38 anni e 21 giorni. 

A pochi chilometri di distanza troviamo Robinson Zapata, collega di Prass e oggi svincolato dopo l’ultima avventura affrontata al Jaguares FC. All’età di 42 anni (ne compirà 43 il 30 settembre prossimo) la scorsa stagione ha giocato 20 partite mantenendo la rete involata per 3 volte. 

Torniamo così in Egitto e ci rivolgiamo al Wadi Degla, squadra in cui milita Oussa, portiere quarantaquattrenne titolare nella Premier League egiziana. In questa stagione ha messo a referto 11 presenze e due reti inviolate, mentre la sua carriera in nazionale ha purtroppo avuto da fare i conti con El Hadary, protagonista nella sezione precedente. 

Concludiamo il giro del mondo – prima di approdare in Italia – con il più longevo dei giocatori: Kazuyoshi “King Kazu” Miura, anni 53 e 55 gol in essere con la maglia del Giappone. 

Vera e propria leggenda in patria, Kazu Miura rappresenta la longevità sportiva per eccellenza: attaccante in grado di vincere per tre volte il titolo di capocannoniere nella divisone in cui ha giocato, Kazu ha vinto tutto il possibile in patria, dopo un lungo giro del mondo. Brasile (Santos e Coritiba), Italia (Genoa) e Croazia (Dinamo Zagabria) prima di tornare in patria dall’inizio del nuovo millennio. Un’ultima parentesi, quella al Sidney nel 2005, fu l’ultimo viaggio fuori dalle frontiere del Giappone, con un ultimo rinnovo datato 11 gennaio 2021, e con scadenza 31 gennaio 2022.

Italia: patria della longevità sportiva

In Serie A sono cinque i giocatori rappresentanti effettivi di una longevità sportiva fuori dal comune, sopratutto per l’impatto che questi “vecchietti” hanno sulle proprie squadre. 

Rodrigo Palacio, ad esempio, ha 39 anni e nel Bologna ha giocato ben 22 partite in questa stagione, mettendo a tabellino anche un gol e due assist. A seguire Bruno Alves, 39 anni anche per lui e una titolarità, quella al Parma, mai messa in discussione dal giorno del suo arrivo nel 2018. 

Gianluca Pegolo, di professione portiere, sta per festeggiare i 40 anni (5 marzo la data del compleanno) e dopo una carriera spesa tra Genoa, Parma e Siena, dal 2013 fa il secondo al Sassuolo, oggi casa di Consigli. Per lui 1 presenza e 1 rete inviolata in questa stagione. 

Arriviamo così ai due giocatori definitivi di questo compendio speciale: Gianluigi Buffon e Zlatan Ibrahimovic, importanti pedine di Juventus e Milan, rendono la vecchiaia quasi un gioco sul quale scommettere. 

Per entrambi i giocatori non c’è bisogno di presentazioni ulteriori rispetto a quelle che già conosciamo a memoria, quindi ci limiteremo ai dati di questa stagione: Buffon ha messo a referto 9 partite con 5 reti inviolate, mentre per lo svedese sono 18 le presenze con 16 gol e 2 assist in stagione. 

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