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La crisi finanziaria dell’Inter, spiegata bene

Fonte: @intermilan.blog (Instagram)

Crisi Inter: il rosso è sempre più profondo: dopo le parole di Zanetti, l’agente di Bastoni lancia l’allarme: “Mai vissuta una situazione di questo tipo”

Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nacion, Javier Zanetti aveva parlato della grave situazione finanziaria dell’Inter: “Il club ha attraversato e sta attraversando grandi problemi finanziari. La pandemia – ha detto l’ex capitano – ha generato molti deficit e potrebbero volerci un paio d’anni per ritrovare l’equilibrio”.

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Un allarme che arriva dritto dal cuore di chi l’Inter la ama e vuole parlare chiaramente ai tifosi, cercando di spiegare per filo e per segno un momento storico abbastanza delicato: “Ho letto che abbiamo avuto perdite per 102 milioni di euro – ha concluso Zanetti – ma posso quasi affermare con sicurezza che i numeri sono molto peggiori. La vittoria del campionato ci aiuterà a ripartire, ma dovremo essere bravi come società a farlo”.

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Crisi Inter: tutti i numeri

Parole pesanti, che aprono a un dibattito sul perché, sulle cause e sulle conseguenze di una crisi dalla quale l’Inter sembra non poter uscire nel breve periodo. Quella in corso è la quinta stagione con alla guida della società la Suning Holdings Group, azienda cinese che fa capo alla famiglia Zhang, che nel 2016 acquistò il 69% delle quote societarie da Erick Thohir.

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Dopo circa 60 mesi, il rosso di bilancio è aumentato da 40 a 97 milioni di euro, che al netto delle tasse fanno circa i 102 milioni di euro dei quali parlava proprio Zanetti. Ovviamente, anche l’emergenza sanitaria figlia del Coronavirus ha fatto la sua parte, diminuendo drasticamente i ricavi – solo nell’ultimo anno sono state stimate perdite per 68 milioni di euro – e incidendo in maniera negativa sul fatturato della società.

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Secondo un report pubblicato da Eurosport, il calo maggior dal punto di vista dei ricavi sarebbe rappresentato dalla voce pubblicità, con un introito sceso di oltre il 30%, mentre per quanto riguarda derivanti dai diritti tv si è passati dai 153 milioni di euro pre pandemia ai 131 incassati pochi mesi fa. Infine, come se non bastasse, il Financial Times qualche mese fa sottolineava come Suning dovesse raccogliere soldi in fretta per ripagare oltre 1 miliardo di dollari di debiti.

Fonte immagine profilo Ig @Inter

Nuovi acquirenti cercasi

Come confermato dalle stime calcolate dagli svizzeri di Swiss Ramble, la crisi dell’Inter è profonda e chiede un intervento pronto e immediato da parte di Suning, che a breve dovrà cercare un acquirente o, almeno, un socio convinto di investire in un’azienda le cui potenzialità, di recente, sono state arginate dalle nuove disposizioni del governo cinese riguardo gli investimenti nel calcio.

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In questi cinque anni l’Inter ha comunque fatto registrare il passivo maggiore a livello di spesa netta per i cartellini dei calciatori – 352 milioni di passivo, davanti a Milan, Juventus, Napoli e Parma -, ma nell’ultimo decennio i nerazzurri hanno accumulato oltre 600 milioni di euro – tasse comprese – di debiti, 164 dei quali da quando a dirigere la società è arrivata la famiglia Zhang.

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La situazione era quindi già borderline prima del Covid, con il lockdown che ha solo accelerato un epilogo che, numeri alla mano, sembrava inevitabile. Così adesso l’Inter, che nell’ultimo lustro ha speso il doppio per rinforzare la squadra rispetto ai precedenti cinque anni, entrerà in austerity.

Serviranno cessioni dolorose, qualche plusvalenza e, soprattutto, chiarezza con i propri tesserati, i quali hanno già rinunciato a tagliarsi lo stipendio.

Fonte: Instagram @alessandrobastoni

L’agente di Bastoni: “Cose mai viste prima”

A confermare il momento delicato del club nerazzurro è Tullio Tinti, agente di Alessandro Bastoni, uno dei pezzi pregiati della squadra di Conte: “Che la situazione fosse delicata lo avevo già capito a gennaio quando volevo portare via Eder dallo Jiansgu – ha detto al Corriere dello Sport -: Bastoni doveva rinnovare, avevamo l’accordo ma all’ultimo la società si è tirata indietro”.

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La crisi dell’Inter passa anche dalle parole di Tinti: “Se avessi fatto io una cosa del genere mi sarebbero saltati addosso: ora mi diano delle risposte o dal primo luglio cambia tutto. Onestamente? – ha chiuso – Non mi ero mai trovato in una situazione del genere”. Il momento è complicato, ma per l’Inter di più: tra debiti da ripianare e capitali che non si trovano, il futuro nerazzurro è tutto da decifrare.

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