Cos’è la Superlega Europea e perché c’è il veto della FIFA

La nuova Superlega Europea è messa seriamente in discussione dalla posizione contraria della FIFA, che minaccia di non riconoscere questa nuova competizione: analizziamo più nel dettaglio la posizione del massimo organo calcistico

Le novità, nel calcio come tutti gli altri ambiti della vita, spaventano e non sempre vengono prese nel modo giusto. Sul piano calcistico, la più grossa innovazione che potrebbe riguardare i prossimi anni è l’introduzione di una nuova competizione europea. Si tratta della Superlega Europea (chiama anche European Premer League), competizione che a andrebbe a sostituire Champions League ed Europa League cerando un unico campionato che comprende le migliori squadre d’Europa.

Una manifestazione che, nei piani iniziali, dove essere organizzata dalla FIFA. A quanto parte si tratta di voci giornalistiche, vista la drastica presa di posizione esternata dal massimo organo calcistico nei confronti di questo nuovo torneo. Un parere assolutamente negativo, che viene condiviso anche dalle altre confederazioni (AFC, CAF, Concacaf, CONMEBOL, OFC e UEFA) e che merita di essere approfondito.

Cos’è la Superlega Europea?

Innanzitutto, è opportuno fare chiarezza su quali sarebbero le caratteristiche della Superlega Europea. Si tratta di un campionato europeo per club, riservato alle realtà più importanti del vecchio continente. Le squadre previste sono 18 e l’identità della competizione sarebbe fortemente britannica. Tra i club che certamente farebbero parte di questa nuova manifestazione ci sono infatti Liverpool, Manchester City, Manchester United, Chelsea e Arsenal (con il Tottenham come possibile sesta partecipante inglese. Scontata anche la presenza di Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, PSG, Juventus, Inter e Milan.

Le “magnifiche 18” si scontrerebbero settimanalmente in questo nuovo campionato europeo, affrontando contemporaneamente anche quello nazionale. Questa competizione avrebbe una prima fase con sfide andata e ritorno tra tutte e 18 le squadre e poi una fase ad eliminazione diretta, che terminerebbe ovviamente con la finale. Un’idea che inizialmente doveva concretizzarsi a partite dal 2024, passata poi alla stagione 2022/23 come possibile annata iniziale. Le ultime uscite della FIFA, invece, indicano che il periodo di creazione di questa competizione rivoluzionaria – sempre se alla fine prenderà vita – sarà più lungo del previsto.

Il veto della FIFA: spiegazione e motivi

Considerando il recente susseguirsi di voci riguardo alla Superlega Europea e considerando il diretto coinvolgimento – secondo molte fonti giornalistiche – della FIFA, il massimo organo calcistico ha deciso di chiarire la sua posizione. Innanzitutto la FIFA ha affermato che, in caso di effettiva nascita, questa competizione non verrebbe riconosciuta né dalla FIFA né dalle altre confederazioni.

Una presa di posizione netta, a cui se ne aggiunge un’altra che rischia di incidere molto sulle sorti della Superlega Europea. Dal comunicato ufficiale emanato dalla FIFA si evince che, se un qualsiasi giocatore venisse coinvolto in una competizione non riconosciuta (come sarebbe la Superlega), non sarebbe autorizzato a partecipare a nessuna competizione organizzata dalla FIFA o dalle altre confederazioni (come il Mondiale o tutte le competizioni continentali).

Un veto che rischia di far naufragare sul nascere la superlega, messo seguendo i principi base che secondo la FIFA devono animare il calcio. È importante infatti il parametro del merito, porta alla vittoria di una competizione o alla promozione in una manifestazione più importante. Dinamiche assenti in una realtà chiusa come la Superlega, alla quale quindi la FIFA si sta opponendo fieramente.

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Paolo Lora Lamia
Paolo Lora Lamia
Classe ’92, ho la vocazione del giornalismo sportivo fin dall’adolescenza. Adoro il calcio, la sua storia e una narrazione sportiva tesa ad emozionare più che a creare polemiche. Giornalista pubblicista dal 2019, cofondatore di Mondoprimavera.com, collaboratore presso Gruppo GEDI e La Giovane Italia e opinionista sportivo per Toscana TV. Ho un debole per il calcio inglese (e per il Liverpool in particolare).

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