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Come si pronunciano i nomi dei nuovi acquisti della Serie A

Fonte immagine: @SpinaFan (Twitter)

Come si pronunciano i nomi dei nuovi acquisti della Serie A? Una breve guida per tenersi aggiornati con le pronunce corrette, addesso che riprende il campionato

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Il calciomercato si è concluso, la pausa delle Nazionali è alle spalle, e il campionato di Serie A sta finalmente per ricominciare: cosa manca per godersi lo spettacolo del calcio? Beh, un dettaglio, per la verità: sono arrivati nuovi giocatori nel nostro campionato, e non tutti hanno un nome semplice da pronunciare.

Ecco una breve e facile guida per sapere come pronunciare esattamente i nomi dei vostri prossimi beniamini e avversari, per non avere nemmeno il minimo dubbio.

Le corrette pronunce nomi dei nuovi colpi della Serie A

Tammy Abraham

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Il nuovo attaccante della Roma, strappato al Chelsea per 40 milioni di euro e che ha iniziato la stagione con 1 gol e 2 assist nelle prime due di Serie A, ha nazionalità inglese ma è di origine nigeriana. Abraham si ritrova così ad avere completo piuttosto lungo e complicato: Kevin Oghenetega Tamaraebi Bakumo-Abraham.

Come ha spiegato lui stesso in un video social appena arrivato nella Capitale, il modo giusto di dire il suo nome è secondo la pronuncia inglese: la prima “a” di Abraham è quindi più simile a una “e”, ma va anche fatto sentire lo stacco dovuto alla successiva “h”. Facile, no?

André Zambo Anguissa

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Nuovo rinforzo a centrocampo per il Napoli, Zambo Anguissa proviene dal Camerun, un Paese africano di lingua francese, anche se sono molto diffuse le lingue indigene bantu. Si può creare quindi un po’ di confusione sulla pronuncia, visto che il cognome del nuovo acquisto campano è tipicamente camerunense.

Solitamente viene pronuncianto accentando solo la “a” finale di Anguissa (e non la “o” di Zambo). Inoltre, la “u” di Anguissa non si pronuncia come in italiano, ma va a rafforzare la “g” che la precede: grossolanamente, potremmo dire che suona “Anghissà”. Potete sentire il suo nome pronunciato varie volte nel documentario presente nell’articolo linkato appena qua sopra.

Gianluca Busio

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Ma come? È un nome italianissimo, direte voi. Ed è vero: la nuova promessa del Venezia è di origine italiana per parte di padre, ma è nato e cresciuto negli Stati Uniti, Paese che rappresenta a livello internazionale. Non è quindi automatico che pronunci il suo nome all’italiana: il suo connazionale Christian Pulisic, ad esempio, non dice la “c” finale del proprio cognome alla slava, ma come se fosse una “k”, all’anglosassone.

Cercando video qua e là online, potrete sentire i giornalisti statunitensi sbizzarrirsi nel tantativo di azzeccare la prouncia più corretta (si va da “Bussio” a “Busìo”), ma per nostra fortuna ci ha pensato lui stesso a dirla, durante un video girato per il suo vecchio club, lo Sporting Kansas City. E sì, è esattamente come lo diremmo noi italiani!

Denzel Dumfries

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Arrivato all’Inter per sostituire Hakimi, l’olandese originario dell’isola caraibica di Aruba arriva dal PSV Eindhoven ed è divenuto noto soprattutto con le ottime prestazioni offerte durante l’ultimo Europeo.

Nonostante il melting pot culturale di Dumfries, il suo nome si pronuncia secondo la comune tendenza dell’olandese, che è una lingua simile al tedesco. Al suo approdo in Italia, il Corriere della Sera ha dedicato un approfondimento a questo tema: il nome corretto è all’incirca “Domfries”.

Teun Koopmeiners

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A lungo cercato da vari club della Serie A, quest’altro olandese molto interessante si è alla fine accordato con l’Atalanta. La difficoltà più evidente nella corretta dicitura del suo nome è rappresentata da quella doppia “o” del cognome, che molti sono tentati di dire all’inglese (quindi, come una “u”): in realtà, la maniera più giusta è pronunciarla come una “o” lunga.

Ma attenzione, perché anche il nome di battesimo può trarre in inganno: Teun, infatti, va pronunciato “Tun”. Per esserne proprio sicuri, ascoltate come viene annunciato dal telecronista suo connazionale dopo un gol segnato con la maglia dell’AZ Akmaar.

Arthur Theate

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Non è stato certo un acquisto particolarmente roboante, quello del 21enne difensore belga arrivato da poco in Serie A con la maglia del Bologna, ma è un ragazzo dalle interessanti prospettive su cui i felsinei puntano non poco per il futuro.

La particolarità del suo nome è che il Belgio è un Paese linguisticamente diviso in una componente fiamminga (che parla una lunga strettamente imparentata con l’olandese) e una invece francofona. Fortunatamente, online si trovano vari video in cui Theate parla in prima persona, dimostrando di usare il francese come lingua. Il suo cognome, quindi, si pronuncia “Teat”, facendo sentire tutte le vocali (come potete udire nel video qui sopra).

Fikayo Tomori

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In realtà gioca al Milan già da gennaio, ma inizialmente era stato preso in prestito e solo da questa stagione è a tutti gli effetti un giocatore bianconero. Come il già citato Abraham, Tomori proviene dal Chelsea, è inglese ma di origine nigeriana, e ha un nome completo alquanto complicato: Oluwafikayomi Oluwadamilola Tomori.

Anche in questo caso, però, possiamo dirci fortunati, perché già lo scorso aprile una giornalista di Dazn, dopo un match, gli ha chiesto di pronunciare lui stesso il suo nome per esteso.

Zinho Vanheudsen

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Cresciuto all’Inter, poi ceduto allo Standard Liegi e infine riacquistato negli scorsi mesi per essere subito girato in prestito al Genoa, questo giovane difensore belga è indicato come il possibile centrale del futuro dei nerazzurri. Ecco è meglio iniziare fin da subito a dire bene il suo nome.

A differenza del bolognese Theate, Vanheudsen è fiammingo, per cui il suo cognome si pronuncia in maniera molto simile a quella dei nomi olandesi. Non lasciatevi tradire dal nome di battesimo: scritto così potrebbe assomigliare a quello di un portoghese o brasiliano, portandosi a chiamarlo “Zigno”. Invece no: come potete sentire qui da un madrelingua, si dice semplicemente “Zino”.

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