Chievo
Fonte: @ChievoLatino (Twitter)

In ballo il pagamento del cartellino allo Sporting Gijon di Federico Barba: conosciamo meglio i dettagli della vicenda, la risposta da parte del Chievo e la sanzione che potrebbe riguardare il club gialloblù

Anche in Italia potrebbe profilarsi una squadra con il mercato bloccato. Dopo il caso del Chelsea, che non ha potuto tesserare giocatori sia nella sessione estiva del 2019 che in quella invernale del 2020, il Chievo potrebbe fare i conti con questo tipo di sanzione. Una notizia riportata da Calciomercato.com, che specifica come la società gialloblù sia colpevole di non aver ultimato nei tempi previsti il pagamento di un giocatore. Il nome in questione è quello Federico Barba, terzino attualmente al Benevento acquistato nel 2018. Un’accusa che naturalmente viene respinta dalle parti di via Galvani.

Barba
Fonte: @fedebarba19 (Instagram)

Barba dallo Sporting Gijon al Chievo: questioni di rate e di tempistiche

Nel mercato estivo del 2018, il Chievo perfeziona l’acquisto dallo Sporting Gijon di Barba. Il giocatore viene pagato circa 3 milioni di euro, divisi – come concordato dai due club – in otto rate da pagare tra il 13 agosto 2018 e il 15 settembre 2020. Dopo i primi sei pagamenti arrivati con le tempistiche previste, il Chievo – secondo quanto riporta Calciomercato.com – non rispetta gli accordi per quanto riguarda la settima rata. La cifra prevista era di circa 321 mila euro e doveva arrivare nelle casse dello Sporting Gijon entro il 15 giugno 2020.

La compagine spagnola invia una lettera di sollecito al Chievo nel mese di giugno e, successivamente, denuncia il fatto alla FIFA (richiedendo un interesse del 18% per il ritardo del pagamento). Il pagamento da parte del Chievo arriva il 19 ottobre e ammonta a 305 mila euro, corrispondenti ai 321 mila pattuiti inizialmente meno alcune spese dedotte con il consenso dei due club.

Il pagamento però non accontenta la Sporting Gijon, che continua a chiedere il 18% di interessi per via dei mesi di ritardo della settima rata per l’acquisto di Barba da parte dei veneti. La sentenza viene emessa il 20 novembre, quando il giudice monocratico Roy Vermeer dichiara che il Chievo dovrà pagare un interesse del 5% sui 305 mila euro versati in ritardo allo Sporting. Il tutto entro 45 giorni dalla sentenza, avendo in caso contrario come pena il blocco del mercato in entrata (che potrebbe durare addirittura per tre sessioni).

Dopo aver spiegato questa vicenda, Calciomercato.com si interroga sul pagamento di questi interessi da parte del Chievo e sottolinea come il club di Campedelli abbia comunque portato a termine un’operazione in entrata nell’ultimo mercato invernale (prelevando Antonio Di Gaudio dal Verona a titolo definitivo).

La risposta del Chievo e la possibile sanzione

La notizia non è chiaramente piaciuta al Chievo, che ha immediatamente richiesto alla testata giornalistica autrice dello scoop di rimuovere il suddetto articolo contenente – a detta del club gialloblù – frasi diffamatorie che danneggiano la reputazione della società. Nella risposta ufficiale data dalla compagine clivense, inoltre, si sostiene che il Chievo abbia pagato ogni debenza indicata nella sentenza della FIFA.

Una frase abbastanza eloquente, che indica due cose: da una parte certifica l’effettività del ritardo nel pagamento della settima rata per il cartellino di Barba (e, di conseguenza, della successiva sentenza della FIFA) e dall’altra fa capire che gli interessi dovuti allo Sporting Gijon siano stati versati.

In caso contrario, infatti, il Chievo non avrebbe potuto portare a termine un’operazione in entrata nel mercato di gennaio in quanto i 45 giorni di tempo si sarebbero conclusi nella prima parte della sessione invernale. Anche nel caso in cui la sessione fosse partita dal mercato successivo, la FIFA avrebbe comunque già emesso una sentenza ufficiale (come avvenuto due anni fa con il Chelsea).

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