Nervo
Fonte: Instagram @il_pallone_gonfiato

Oggi è il compleanno di Carlo Nervo: bandiera del Bologna negli anni ’90 passata, dopo aver smesso di giocare, all’attività imprenditoriale e politica

Veloce come il vento: sia a percorrere la fascia destra che passare ad una nuova vita dopo aver appeso le scarpette al chiodo. È la storia di Carlo Nervo: giocatore simbolo del Bologna che, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, ha frequentato i piani alti del calcio italiano ed europeo. Un uomo capace di reiventarsi fuori dal calcio, percorrendo una strada molto diversa rispetto a molti altri suoi colleghi (rimasti nel mondo del pallone come allenatori, dirigenti o opinionisti).

Gli inizi e il passaggio al Bologna

Nervo nasce il 29 ottobre 1971 a Solagna: un comune vicentino che tornerà nella vita della futura bandiera bolognese molti anni più tardi. Cresce nelle giovanili del Bassano, club con cui debutta nel calcio professionistico nel 1988 e dove milita fino al 1991. Negli anni successivi gioca delle buone stagioni con le maglie di Cittadella e Mantova, segnalandosi come un’ala destra estrosa e concreta.

JUVENTUS-BARCELLONA 0-2: L’ANALISI DEL MATCH

La svolta chiave della sua carriera arriva nel 1994, quando passa al Bologna. Il club che una volta faceva tremare il mondo è sprofondato in Serie C ma, dopo una stagione di rodaggio, ha intenzione di risalire velocemente verso categorie più consone al suo blasone. Guidati da Renzo Ulivieri, i rossoblù vincono il Girone B della Serie C e conquistano così la promozione in B. Una vittoria del gruppo, in cui qualche individualità spicca come appunto Nervo.

BRUGES-LAZIO 1-1: L’ANALISI DEL MATCH

L’ala classe 1971 risulta uno dei trascinatori anche l’anno successivo, quando il Bologna vince anche il campionato cadetto riuscendo in un clamoroso doppio salto di categoria nel giro di due anni. Con 7 gol in 32 partite, Nervo si afferma come un’ala capace di contribuire alle sorti della sua squadra con estro e concretezza.

Gli anni in rossoblù: l’Europa e l’azzurro

La storia d’amore tra Nervo e il Bologna prosegue nel migliore dei modi. L’ala destra gioca in rossoblù fino alla stagione 2004/05, diventandone uno dei simboli assoluti. Sono anni di grandi soddisfazioni per i felsinei, impreziositi da alcune partecipazioni alle coppe europee. Nell’estate del 1998, il Bologna si aggiudica il Torneo Intertoto accedendo così alla Coppa Uefa. Una competizione iniziata con il doppio successo ai danni dello Sporting Lisbona, sconfitto sia all’andata che al ritorno anche grazie a due gol di Nervo.

L’ala rossoblù si conferma uomo da partite importanti anche l’anno successivo quando, sempre in Coppa Uefa, contribuisce con una rete al 3-0 sull’Anderlecht e fornisce a Signori l’assist per l’1-1 contro il Galatasary. Soddisfazioni in serie per il giocatore nato a Solagna che, in quegli anni gioca talmente bene con il Bologna da conquistare la maglia della Nazionale (sono 6 le sue presenze in azzurro).

Nervo dopo il ritiro: tra mobili e politica

Nella stagione 2004/05, il Bologna retrocede in B e Nervo decide di lasciare l’amato club per passare al Catanzaro. Si tratta tuttavia di un arrivederci, perché i due innamorati si ricongiungono nella stagione 2006/07. L’ultima annata bolognese per Nervo, che termina questa lunga e proficua esperienza come il terzo giocatore più presente nella storia rossoblù con 417 partite giocate.

Dopo un paio di stagioni nei dilettanti con le maglie di Virgilio e Rolo, Nervo termina ufficialmente la sua carriera calcistica. Un momento difficile che molti calciatori, che l’ex ala supera nel migliore dei modi. Invece di restare nel calcio, magari cercando qualche ruolo tecnico o dirigenziale nel Bologna, segue le orme familiari fondando un’azienda di mobili chiamata International Home con cui rifornisce alberghi e aziende in tutto il mondo.

ALLENATORI SVINCOLATI: DA POCHETTINO AD ALLEGRI: LA TOP 10

Un percorso decisamente particolare per un ex calciatore, al pari di quello che intraprende a livello politico. Nel 2009, infatti, gli viene proposto di diventare il sindaco di Solagna (suo paese d’origine). Un’avventura stimolante nel corso della quale ottiene anche numerosi risultati per la sua gente. Con idee di qualità e concretezza, come quando percorreva la fascia destra esaltando i tifosi del Bologna.