Meteora a Livorno, decisivo in Colombia: la seconda vita di Borja

Nel 2013 Miguel Borja approdò a Livorno senza trovare fortuna: oggi, a quasi 29 anni, guida la Colombia verso Qatar 2022

Nel 3-1 col quale la Colombia ha liquidato in scioltezza il Cile nel match valido per le qualificazioni a Qatar 2022, a distinguersi sono stati particolarmente gli autori dei gol. Il primo è Luis Diaz, che non ha certo bisogno di presentazioni visto che, in campo internazionale, da almeno due anni sta facendo vedere cose egregie con il Porto.

Il secondo, invece, è Miguel Borja: il centravanti colombiano ha segnato una doppietta e, a oggi, è il capocannoniere dei Cafeteros di queste qualificazioni CONMEBOL, davanti ai ben più famosi e celebrati Zapata, Muriel e Santos Borré. Per Rueda è una risorsa, a tal punto che pensare a lui come una meteora del calcio italiano sembrerebbe esercizio di grande fantasia.

Borja a Livorno: un fallimento annunciato

Nel 2013 il Livorno decide di portarlo in Italia facendogli firmare un contratto quinquennale, con Aldo Spinelli che – nel giorno della presentazione alla stampa – spergiurava di aver bloccato un potenziale campione. Potenziale, ecco, perché in amaranto Borja riuscirà a mettere assieme solo 8 spezzoni, guadagnandosi l’etichetta di bidone.

Gli zero gol segnati nei pochi mesi di permanenza in Toscana, di fatto, lo penalizzarono oltremodo, a tal punto che – viste anche le difficoltà economiche del Livorno – nell’estate successiva al suo arrivo in Europa decise di fare il percorso inverso, emigrando in Argentina per ricongiungersi a Mauricio Cuero, suo amico fraterno in forza all’Olimpo.

Quel centravanti che aveva impressionato a livello giovane con il Cucuta per poi esplodere, appena ventenne, con il La Equidad non si era mai visto: “A Livorno ho sofferto molto – racconterà in una intervista – mi trovavo male anche se con me c’erano mia moglie e mio figlio Samuel: mi chiedevano di fare la storia, ma nei club di basso profilo la storia non si fa”.

La rinascita sudamericana

Dopo l’annata all’Olimpo, Miguel Borja piano piano riesce a ritrovarsi: rientrato in Colombia vince la Copa Libertadores con l’Atletico Nacional di Ricardo Osorio, arrivando a stagione in corso e decidendo semifinale e finale, vincendo anche il titolo di capocannoniere della manifestazione.

Così il Palmeiras, alla ricerca di un centravanti di razza, nel 2017 lo acquista piazzandolo al centro del proprio attacco: Miguelito segna 36 gol in due stagioni e si prende con regolarità una maglia nella nazionale colombiana, dove si mette in competizione con rivali che ancora oggi fanno grandi cose in Europa.

Poi, nel 2019, decide di accettare l’offerta dell’Atletico Junior di Barranquilla: “Col Palmeiras abbiamo rotto e nemmeno so i motivi – ha detto il giorno della presentazione – ma sono contento di rappresentare uno dei più gloriosi club del paese”.

Due anni e poi il Gremio, che lo soffia al Boca Juniors, lo acquista versando 3 milioni di dollari al club colombiano. Il Brasile è un’occasione d’oro per Borja, che accetta la chiamata dell’Imortal e, a quasi 29 anni, punta dritto con fiducia a Qatar 2022.

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