Home Calcio Estero In Bielorussia c’è una crisi legata al calcio senza precedenti

In Bielorussia c’è una crisi legata al calcio senza precedenti

Fonte immagine: @PolScorr (Twitter)

Un report del The Guardian fa luce sulla situazione politico-calcistica in Bielorussia: alla base di tutto ci sono denunce da arbitri e calciatori

Alexander Lukaschenko, presidente e uomo forte della Bielorussia, ha sistematicamente interferito nella gestione della federazione calcistica del paese utilizzando lo sport come strumento di “propaganda pro-governativa”.

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Lo ha stabilito un rapporto redatto e pubblicato dalla BSSF, la federazione sportiva bielorussa per la solidarietà sportiva, un’organizzazione che supporta gli uomini di sport che, negli anni, hanno avuto il coraggio di muovere critiche alla gestione del paese.

Bielorussia, un paese in ostaggio

Parlare contro Lukashenko, riconosciuto da molti paesi stranieri nulla più come un vero e proprio dittatore, non è né semplice né scontato: per questo motivo la BSSF ha istituito questo programma, dal quale – dopo anni di studi e raccolta di testimonianze – è uscito un rapporto completo, sul quale anche il The Guardian si è concentrato per un interessante approfondimento.

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“Questo rapporto dimostra come Lukashenko e la sua cerchia ristretta controllino il calcio arrivando ad utilizzare lo sport per la propaganda“, ha affermato Aliaksandr Apeikin, direttore esecutivo di BSSF. “La politica e lo sport sono completamente intrecciati in Bielorussia”.

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Il report, pubblicato pubblicato pochi giorni fa, afferma che gli alti funzionari della Federcalcio erano strettamente collegati ai servizi di sicurezza bielorussi, costringendo arbitri e giocatori affiliati a mostrare sostegno al regime di Lukashenko durante e dopo le proteste anti-governative del 2020.

Il silenzio della Uefa

Apeikin ha anche affermato che la sua organizzazione aveva inviato il dossier alla Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, ritenendo che il rapporto fornisse motivi sufficienti per “per sospendere la Bielorussia dalla partecipazione al calcio europeo”.

La FIFA, organo di governo mondiale del calcio, ha occasionalmente vietato ai paesi e alle loro squadre di club di partecipare al calcio internazionale per presunte interferenze governative, mentre la Uefa invece si è perfino rifiutata di commentare l’accaduto.

Secondo il rapporto, il ministero dello sport bielorusso “ha minacciato di interrompere i finanziamenti statali alle squadre di calcio i cui tesserati non hanno firmato lettere pro-governative“, rompendo di fatto il divieto di ingerenze da parte del governo sulla federazione.

Fonte immagine: InsideFoto

La testimonianza di un arbitro

Volevano usarci per i loro scopi politici“, ha detto Andrei Chepa, l’ex capo arbitro della BFF, che ha lasciato il paese due mesi fa per problemi di sicurezza.

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Chepa ha affermato che agli arbitri e ai giocatori è stato ordinato di indossare bottoni rossi e verdi durante le partite, colori fortemente associati al regime di Lukashenko. Gli arbitri che si sono rifiutati di indossare questi colori, semplicemente, sono stati sospesi.

“Per me questi colori rappresentavano la violenza e la morte che il regime ha causato. Anche molti dei miei colleghi la pensavano allo stesso modo. Ci siamo rifiutati di indossarli”, ha detto Chepa intercettato dal The Guardian. “Fare l’arbitro era il mio sogno – ha chiosato – ma ben presto è diventato un incubo”.

Partite truccate e campionati decisi

In tutto ciò trova spazio anche il Calcioscommesse. Chepa ha raccontato che nel 2020 arrivarono ordini dall’alto per non far vincere il campionato al BATE e che, in tal senso, ogni errore arbitrale contro la compagine di Borisov sarebbe stato ben accetto.

“I calciatori hanno molta influenza sull’opinione pubblica” ha ribadito Apeikin, e proprio per questo “gli si sono volute impartire lezioni importanti”. Ma, mentre il mondo guarda con diffidenza la Bielorussia, vietandogli anche di ospitare eventi sportivi, la Uefa ancora una volta ha deciso di non fare nulla.

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