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La nuova vita di Alex Berenguer

Fonte immagine: @alexberenguerr (Instagram)

Reietto al Torino, decisivo all’Athletic: Alex Berenguer è rinato in terra basca, dove ha trovato un ambiente in grado di valorizzarlo davvero

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Quando sul finire della scorsa sessione estiva di mercato Torino e Athletic raggiunsero l’accordo per la cessione di Alex Berenguer, sulla sponda granata del fiume Po in molti si chiesero per quale motivo i baschi avevano deciso di investire così tanti soldi per un calciatore che, in Italia, si era messo principalmente in mostra per la sua poca continuità.

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La risposta la sta dando la prima stagione intera dal suo ritorno in Spagna, corredata da giocate e gol preziosi come quello che ha regalato, per il secondo anno di fila, la finale di Copa del Rey alla compagine biancorossa. Se l’Athletic in poco tempo potrà giocarsi due trofei, infatti, il merito è soprattutto di Berenguer, che contro il Levante ha prima dato il là all’azione del pareggio e poi, nei supplementari, suggellato con la rete decisiva l’ennesima prestazione sublime.

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Berenguer è centrale per l’Athletic

In questa stagione Berenguer è stato uno dei calciatori più utilizzati durante entrambe le gestioni tecniche. Infatti, l’ex Torino era titolare con Gaizka Garitano e non ha perso il posto nemmeno con Marcelino, che ha avuto i grandi meriti di portare la squadra a vincere la Supercoppa sfruttando il buon lavoro portato avanti dal su predecessore. Anche in campionato la squadra sta rendendo bene e lotta per entrare in Europa.

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In tutto questo, Berenguer si sta rivelando come uno dei migliori esterni alti della Liga, piazzato largo a sinistra in un 4-2-3-1 nel quale – grazie al suo impiego – l’Athletic ha potuto riportare al centro Munian e piazzare nuovamente Raul Garcia, emarginato da Garitano, da falso nueve, con Williams a sgasare sulla fascia destra. In quella slot mancava un elemento dalle sue caratteristiche: una volta trovato, Berenguer ha cominciato a fare la differenza.

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Fonte Immagine: @442futco (Instagram)

Realtà differenti

Bilbao è una realtà completamente differente dal Torino in cui ha militato Berenguer. Che, in un’intervista di gennaio, ha comunque speso buonissime parole per la sua ex società: “Il Toro è stata un’esperienza che mi ha completato come calciatore. Il calcio italiano è molto diverso, più difensivo, impari a giocare il pallone di prima perché hai sempre il fiato sul collo dei difensori” ha detto l’esterno. Aggiungendo, in coda, di non averci “pensato un secondo di troppo quando è arrivata l’offerta dell’Athletic”.

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Anche a livello tattico, Berenguer ha avuto un’evoluzione solo imbastita da Walter Mazzarri. A Torino, infatti, ci era arrivato come laterale sinistro a tutta fascia, poi trasformatosi – proprio per l’attitudine a coprirsi delle squadre di Mazzarri – in trequartista aggiunto e infine in seconda punta, con il compito di legare i reparti e assistere Belotti.

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Cosa che Berenguer ha fatto con applicazione – vanno segnalati alcuni suoi gol molto belli, come per esempio la perla segnata al Milan – ma pur sempre in una posizione che non sentiva sua. Lo spunto nel breve e la capacità di conduzione del pallone si incastrano invece molto bene col calcio di Marcelino, che ora si gode un calciatore fatto e finito, vero valore aggiunto di un Athletic in salute.

I numeri di Berenguer

A livello realizzativo Berenguer ha pareggiato la sua ultima stagione italiana, dove aveva segnato 6 gol in campionato. In Liga ci è già arrivato, arricchendo il suo score personale con diversi assist e una partecipazione offensiva alla manovra di tutto rispetto. Inoltre, l’esterno navarro è tra i primi per passaggi completati, dribbling e chilometri medi percorsi a partita.

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Insomma, un profilo completo per il quale i 12 milioni di euro – ai quali si aggiungerà un ulteriore milione e mezzo sotto forma di bonus – spesi per acquistarlo potrebbero poi non essere stati così tanti. Lui, nel frattempo, si gode il momento: “Questo club è una famiglia: mi hanno cercato per tanto tempo e, quando ho potuto, ho accettato l’offerta. Ora sto bene e il prossimo passo sarà quello di aiutare la squadra a vincere qualcosa di importante”.

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