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L’entusiasmante scalata di Paleari

Porte girevoli, portieri interscambiabili. Dopo Perin e Marchetti, al Genoa è la volta di Alberto Paleari. Ufficialmente il terzo estremo difensore della rosa a disposizione di Rolando Maran, il classe ‘92 si candida a possibile custode della porta del Grifone per il prossimo futuro. Un’occasione inaspettata ma certamente non casuale, visto il curriculum e le esperienze che hanno portato il ragazzo brianzolo a vivere il momento più alto della sua carriera dopo anni di gavetta nelle serie minori.

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Tra squalifiche e infortuni, ecco scoccare il momento tanto atteso. Il più classico degli “sliding doors” dinnanzi al quale farsi trovare pronti, il segno del destino da cogliere e volgere a proprio favore quanto prima per suggellare un percorso costellato di lavoro e passione. Quella serie A, soltanto sfiorata da giovanissimo, ritrovata in età matura rappresentava un sogno oggi divenuto realtà. Una storia da raccontare che riconcilia con i valori dello sport, indicando ai giovani la via da seguire.

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Come costruire una carriera di successo

Campione d’Italia con il Milan di Massimiliano Allegri senza aver mai messo piede in campo. Nello scarno palmarès di Paleari compare la prestigiosa medaglia conquistata dai rossoneri al culmine della stagione 2010-2011, quando spesso e volentieri venne aggregato alla prima squadra come terzo portiere alle spalle della coppia Abbiati-Amelia. Dolci ricordi d’infanzia che riaffiorano, dagli allenamenti con Ibrahimovic e Robinho, al tanto girovagare per la provincia lombarda in cerca di gloria. Pontisola, Tritium, Virtus Verona, Mantova.

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Chissà quali saranno stati i suoi pensieri negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2015, quando scende in campo soltanto 18 volte, senza intravedere la possibilità di dimostrare il proprio valore. Tante domande senza risposta, spazzate via dall’arrivo alla Giana Erminio, l’esperienza che gli cambia la vita aprendogli il panorama con vista sul grande calcio.

Nel 2016 ecco il Cittadella, il club che avrà il grande merito di farlo maturare tecnicamente ma soprattutto umanamente. La dimensione ideale in cui crescere lontano da pressioni e aspettative, stimolato dalla concorrenza dell’esperto Alfonso (il collega dal quale erediterà la maglia da titolare), migliorato grazie ai preziosissimi consigli del preparatore Pierobon. 102 presenze complessive, “miglior portiere” del campionato 2018-2019, sfiora l’impresa di condurre per la prima volta nella sua storia il club veneto nella massima serie, prime del commosso congedo di qualche mese fa.

Alberto Paleari, un nuovo portiere all’orizzonte

Paleari non è soltanto un ottimo portiere, ma un ragazzo sveglio e brillante. Fisico imponente, ottimo nelle uscite alte, è in possesso di grande reattività. Laureatosi in “Scienze Motorie e Marketing” nel 2017, ha sfatato uno dei tanti tabù che ancora contraddistinguono i calciatori professionisti, fornendo gratuitamente ai suoi fans un vero e proprio tutorial riguardante il ruolo del portiere. Assieme al preparatore Valerio Filippi ha dato vita infatti a “Wanna be a Pro”, un progetto composto da 10 puntate andate in onda su YouTube che aveva come obiettivo quello di insegnare i segreti del mestiere di portiere.

Una visuale ampia, la stessa che i portieri hanno del terreno di gioco rispetto alla loro visuale. Un punto di vista moderno, “social”, al passo coi tempi, aperto alla possibilità di poter essere utile per le nuove generazioni che si apprestano a intraprendere la carriera di calciatori. Un mestiere difficile che spesso comporta grandi sacrifici, esattamente gli stessi compiuti da Paleari per coronare il suo sogno. Dall’emozione della prima panchina, alla soddisfazione dell’esordio, passando per il derby di Coppa Italia solo accarezzato, per finire al curioso episodio di qualche giorno fa con protagonista Goldaniga con indosso la sua maglia numero 32 dopo l’espulsione di Perin nel finale della partita persa con l’Udinese.

A ben guardare dunque, il momento di Paleari era nell’aria. Una scalata entusiasmante, culminata con l’esordio in A di un portiere che a questo punto ha il dovere di imporsi anche sul palcoscenico più importante. L’auspicio è che le tante incertezze attorno al Genoa, non pregiudichino l’affermazione di un talento sbocciato in ritardo ma di indubbio valore.

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